Troppo sale provoca danni alla salute: occhio alle giuste dosi e alle alternative

Il comune sale da cucina, cloruro di sodio, contiene in 0,4 gr di sodio per grammo di sale. Bisogna sapere che noi eliminiamo ogni giorno, in condizioni normali di vita, da 0,1 a 0,6 gr di sodio che vanno perciò reintegrati con l’alimentazione. L’OMS (Organizzazione mondiale di Sanità) consiglia di assumere non più di 5 gr giornalieri di sale da cucina (un cucchiaino da tè) pari a 2 gr di sodio, eventualmente da aumentare se sudiamo intensamente o se perdiamo liquidi per disturbi gastrointestinali.

In realtà si è visto che siamo abituati a consumare in media 10 gr di sodio al dì, quindi almeno il doppio del necessario e, considerando che la quota più importante di sale proviene da fonti nascoste, diventa essenziale conoscere queste fonti per poterne ridurre il consumo. Pane, salumi, dadi da brodo, olio da tavola, cereali per colazione, salse pronte come senape, ketchup, maionese, salsa di soia, formaggi freschi e stagionati, biscotti dolci, brioche e merendine, tonno sott’olio e altri cibi in scatola sono ad alto contenuto di sale.

Cosa può provocare alla nostra salute questo eccesso di sale? È dimostrato che in popolazioni che usano meno sale la pressione arteriosa è più bassa ed è minore il rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco, insufficienza renale, soprattutto nelle persone geneticamente predisposte. Chi ha genitori o fratelli affetti da una di queste patologie dovrebbe prestare ancora più attenzione a non superare le quantità di sale raccomandate. Inoltre l’eccesso di sale nella dieta è stato messo anche in relazione con un aumento del cancro dello stomaco e dell’osteoporosi (si assume troppo sodio e si perde calcio dalle ossa). L’alimentazione dei bambini nei primi anni di vita dovrebbe essere povera di sodio perché un eccesso predispone all’ipertensione dell’adulto.

E allora come possiamo ridurre il consumo di sale? Non è difficile, soprattutto se la riduzione avviene gradualmente. Il palato in poche settimane si abitua a cibi meno salati, trovandoli ugualmente saporiti. Le spezie e le erbe aromatiche possono insaporire gli alimenti in modo gradevole e il succo di limone e l’aceto possono agire come esaltatori di sapidità. Inoltre è bene usare sempre sale iodato che serve a prevenire alcune malattie della tiroide. C’è poi il sale dietetico, a volte utilizzato dagli ipertesi al posto del sale da cucina, che sostituisce parte del cloruro di sodio con del cloruro di potassio; ma un eccesso di potassio può essere dannoso per i cardiopatici e per chi soffre di malattie renali, quindi il sale dietetico deve essere assunto solo su consiglio del medico.

In Italia il ministero della Salute ha siglato un accordo con i panificatori per la riduzione del contenuto di sale nel pane del 15% in 4 anni.

Dobbiamo ricordare sempre che:

- il sodio contenuto allo stato naturale negli alimenti (acqua, frutta, verdura, carne, ecc.) rappresenta appena il 10% dell’apporto totale;

- il sodio contenuto nel sale aggiunto nella cucina casalinga o a tavola rappresenta in media il 35% dell’assunzione totale;

- il sodio contenuto nei prodotti trasformati (artigianali e industriali) nonché nei consumi fuori casa è pari a circa il 55% dell’apporto totale.

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