Anche le formiche nel loro piccolo...

Qualche giorno fa, io e molti Colleghi della Cooperativa abbiamo partecipato a un incontro aziendale avente come tema l'appropriatezza nella prescrizione di alcune categorie di farmaci e l'interpretazione dell'ultima delibera regionale sull'argomento. Lo scopo è sempre quello di risparmiare le magre risorse della sanità pubblica regionale. L'argomento era sicuramente importante, i relatori bravi e ben preparati, il dibattito con la sala è stato a tratti vivace ma ben condotto e utile per ambedue le parti. Ma io sentivo comunque montare dentro di me e nei Colleghi intorno a me un senso di profonda frustrazione e irritazione e, nella mia mente contorta, prendeva forma questa immagine...

Immaginavo un formicaio in un giardino. Le formiche avevano pazientemente e laboriosamente costruito la loro rete di gallerie, stanze e magazzini, tutte perfettamente organizzate e funzionali. Poi, a un certo punto, arrivava Berto, il giardiniere, che doveva mettere a dimora una bella pianta di cetrioli (scegliendone una a caso...). Senza neanche accorgersi né preoccuparsi delle piccole e laboriose creature, scavava una bella buca sul formicaio e piantava un bel palo di sostegno giusto nel suo centro. Poi apriva il rubinetto dell'acqua e se ne andava fischiettando. Le povere formiche correvano di qua e di là e poi, pazientemente e laboriosamente, cominciavano a ricostruire la loro casa.

Volendo interpretare questa piccola parabola noi medici siamo le formiche, impegnati costantemente ad adattare, modificare, rivedere la nostra attività per adeguarla ai cambiamenti che ci vengono richiesti, per lo più calati dall'alto e senza alcuna logica. Berto, il giardiniere, è il politico o il burocrate di turno che, senza minimamente preoccupasi di noi o chiedere il nostro parere, ci “pianta” l'ennesima delibera dritto in mezzo alla nostra attività lavorativa. Non è cattivo Berto, ma semplicemente ci ignora, segue altre logiche che non sono le nostre, deve preoccuparsi di ripianare buchi di bilancio lasciati da altri “Berti” che lo hanno preceduto e poi non deve scontentare chi lo ha messo al suo posto e, men che meno, scontentare il suo elettorato. Tanto sa che le formiche operose si adegueranno, magari bofonchiando un pochino, ma faranno fronte ai cambiamenti richiesti.

Ma non sa che, dai e dai, come dicevano nel loro libro Gino e Michele, anche le formiche, nel loro piccolo, s'inc....no!

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