Boom di sigarette elettroniche tra gli italiani: è guerra alle “bionde”

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Secondo le stime dei produttori gli attuali 400mila fumatori di e-cig sono destinati ad aumentare entro la fine del 2013, fino a raggiungere 1 milione. Con un giro d’affari che passerebbe da 200 a circa 500milioni di euro tra acquisto del kit, ricariche e ricambi. Sembra, quindi, che questo rappresenti l’inizio di una vera e propria “guerra alle bionde”, sebbene in Italia i fumatori tradizionali siano circa 12 milioni. Aumenta, d’altro canto, il timore rispetto alla diffusione delle e-cig in quanto non si è ancora escluso che le stesse siano dannose per la salute di chi fuma e di chi gli sta intorno.

Non di poco conto, inoltre, è la questione sollevata di recente dall’Adoc - Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori - che tira di nuovo in ballo il divieto di fumo nei locali pubblici. Tale normativa ad oggi non include l’e-cigarette, perché non citate espressamente. Per cui all’aumentare del consumo e della diffusione dei nuovi dispositivi elettronici è seguito, di pari passo, l’aumento dei fumatori di e-cig in luoghi dove non è permesso fumare. “Le sigarette elettroniche - afferma in una nota l’Associazione - stanno vivendo un periodo di boom tra gli italiani”, secondo l’Adoc anche a causa della ‘vacatio legis’ in merito. “Si stanno moltiplicando i casi, in base alle segnalazioni giunte all’Associazione, di svaporatori in luoghi e contesti dove fumare è proibito per legge”.

L’Adoc denuncia, quindi, che “un buco normativo può trasformarsi in un danno per i consumatori” sottolineando anche che “oltre ai possibili effetti  dannosi, non vi è certezza sulla reale efficacia come supporto all’eliminazione del vizio”. Sembra, addirittura, che la gestualità e la forma della e-cig possa essere di incoraggiamento al fumo, soprattutto nei giovani under16 affascinati generalmente dalle nuove mode e le ultime tendenze. Regolamentazione precisa sulla vendita come in Austria e Danimarca è, inoltre, espressa richiesta dell’Associazione, oltre ad un’etichettatura chiara e completa. È vero, infatti, che negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di contraffazione delle sigarette elettroniche registrati dalla Guardia di Finanza, come a inizio anno a Torino, o negli ultimi giorni a Varese.

Va ricordato che secondo il recente documento presentato dall’Iss - Istituto Superiore di Sanità, si suggerisce chiaramente un “atteggiamento di prudenza nei confronti di un prodotto di cui si conosce poco l’efficacia per smettere di fumare ma anche il grado di tossicità”. La letteratura scientifica in materia, analizzata dall’Iss per il parere del ministro Balduzzi quindi “non dà sicurezza né sull’efficacia né sulla innocuità” delle e-cig rispetto ai rischi per la salute.

Ad oggi, è in vigore il divieto di vendita ai minori di 16 anni di sigarette elettroniche con presenza di nicotina, secondo un’ordinanza ministeriale valida, per ora, fino a marzo 2013. Mentre, l’emendamento per cui “qualsiasi dispositivo meccanico o elettronico, che abbia la funzione di succedaneo dei prodotti di tabacco sia assimilato ai tabacchi lavorati e sia soggetto alle disposizioni in materia di distribuzione, detenzione e vendita” è stato invece cassato, a seguito della rivolta dei produttori.

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