Dall’andrologo: come gli uomini possono preservare la propria salute sessuale

Se le donne si rivolgono al proprio ginecologo, anche per semplici controlli di routine, in maniera pressoché cadenzata e regolare, gli uomini frequentano poco l’andrologo perché tendenzialmente sono poco abituati a occuparsi preventivamente della propria salute sessuale e riproduttiva, senza contare una forma di disattenzione assai diffusa e comune nel mondo maschile. Bisognerebbe, quindi, evitare di andare dall’andrologo all’età di 30-40 anni quando potrebbero manifestarsi problematiche già ad uno stato avanzato.

È bene ricordare, infatti, che le patologie androgeniche colpiscono quasi tre uomini su dieci: l’unico modo per prevenirle è vincerle sul tempo attraverso visite regolari dallo specialista. Le malattie sessualmente trasmissibili sono un rischio per i giovani adolescenti che scoprono la vita sessuale proprio in quegli anni: in virtù di questo la visita andrologica regolare andrebbe effettuata a 18 anni con l’esame del liquido seminale, passando poi a controlli con cadenza annuale e, in seguito, semestrale. Esistono patologie assai comuni dell’apparato genitale, che provocano tendenzialmente leggeri fastidi. Se trascurate o peggio ignorate potrebbero, però, anche determinare infezioni croniche fino a casi estremi di sterilità. È quindi importante non sottovalutare la figura dell’andrologo né tanto meno l’aumento della diffusione delle MTS riscontrato negli ultimi anni.

Sembra, invece, che i ragazzi italiani tendano a ignorare la prevenzione in fatto di salute sessuale. Durante l’anno 2010, secondo i risultati di tre ricerche svolte dalla Siams (Società di andrologia e medicina della sessualità), presentate per la campagna AndroLife, soltanto due su dieci si sono sottoposti a una visita specialistica. Eppure quello della fertilità è un problema tanto connesso agli stili di vita della società contemporanea che i problemi e i disturbi cominciano a manifestarsi già all’età di vent’anni.

Il Papillomavirus è responsabile di tumori al collo dell’utero ma anche di neoplasie rare e infezioni all’apparato genito-urinario maschile. Metà della popolazione maschile nell’arco della vita entra in contatto con un ceppo qualsiasi di Hpv, quindi può contrarre l’infezione. Ogni anno, invece, il 6% dei maschi è colpita dalla forma più oncogena (tipo 16), quella più rischiosa. Oltre la contraccezione tramite condom, è sicuramente utile la prevenzione anche per gli uomini attraverso il vaccino anti-Papillomavirus per limitarne la diffusione e proteggere la coppia.

È chiaro che serve una maggiore attività di sensibilizzazione e informazione nel mondo maschile, soprattutto tra i giovani, in merito alla cura della propria salute riproduttiva, ai rischi relativi ai rapporti sessuali non protetti e alle relative possibili malattie sessualmente trasmissibili cui si potrebbe incorrere.

Il presidente della Siams, Carlo Foresta, ha presentato un decalogo studiato dagli andrologi per preservare la fertilità dei giovani: 1. Eseguire una visita andrologica a 18 anni. 2. Eseguire periodicamente l’autopalpazione dei testicoli. 3. Adottare un sano comportamento sessuale. 4. Osservare una corretta igiene intima. 5. Scegliere un’alimentazione sana, tenere sotto controllo il peso e fare un’adeguata attività fisica. 6. Evitare il fumo e le droghe. 7. Attenzione allo stress. 8. No all’abuso di alcol. 9. No agli indumenti troppo stretti. 10. No al telefono cellulare sempre in tasca.

  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!