Argo, l'industria dell'impalpabile al servizio della Cia

Argo

Un film sul cinema, un film d'azione, un film su servizi segreti e intrighi internazionali. Questo è il "pacchetto" che vi troverete davanti andando a vedere Argo, diretto e interpretato da Ben Affleck e da qualche giorno nelle sale italiane dopo la presentazione in anteprima ad ottobre dello scorso anno in Canada.
Il film, tratto da una storia vera per quanto incredibile, tocca uno dei tasti dolenti della storia americana, ovvero i rapporti con l'Iran dapprima amichevoli e poi definitivamente interrotti dopo la rivoluzione islamica del 1979. In quell'occasione gli Stati Uniti vennero additati subito come traditori avendo fatto scappare e dato rifugio allo Scià. Nell'agitazione che ne seguì, tra gli altri atti di violenza, ci fu anche l'assalto all'ambasciata USA. La storia di Argo non analizza però la famosissima vicenda degli ostaggi americani in mano agli iraniani e i blitz organizzati per liberarli, fatti esplorati già da molti pellicole più o meno famose, ma quella meno nota di un piccolo gruppo di cittadini statunitensi che avevano trovato rifugio nella casa dell'ambasciatore canadese. Il problema, ovviamente, era farli uscire dall'Iran senza destare sospetti o ritorsioni.
Fin qui l'azione, l'intrigo internazionale e i servizi segreti ma dopo entrano in gioco il cinema e la sua capacità di fascinazione che riesce a far dialogare impalpabile e concreto, immaginifico e umano. Si perché l'idea dell'agente della CIA Tony Mendez (lo stesso Ben Affleck) per salvare i suoi connazionali è talmente cinematografica che sembra finta: inscenare la realizzazione di un falso film di fantascienza proprio in Iran, facendo passare i diplomatici americani come parte della troupe chiamata a girare le scene nel paese dove i pasdaran stanno prendendo il controllo di tutto e tutti, per scortarli in un luogo sicuro lontano dalla Capitale.
La storia non cede mai al facile ma punta a tenere gli spettatori, tramite un'ottima sceneggiatura, incollati alla trama che è drammatica ed emotivamente densa. Il pericolo c'è e si vede, deve essere così per non fare della storia di un finto film un film inutile.
Sembra possa essere uno dei favoriti per l'Oscar, di certo è consigliato ad un largo pubblico potendo interessare i piccoli che hanno sempre più bisogno di capire quanto sia inutile l'odio, i grandi che possono con Argo ripercorrere un momento davvero difficile della nostra storia moderna per finire con categorie specifiche, dagli appassionati di intrighi agli amanti della settima arte, quel cinema che diventa protagonista con la forza delle sue illusioni di una storia drammaticamente vera.

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