Roma e l’Italia al centro della mostra sul Seicento all’Hermitage di San Pietroburgo

C’è tanto di Italia non solo nel tema ma soprattutto nell’organizzazione per uno degli eventi culturali più importanti e visitati del 2013, ovvero la mostra “Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l’Arte Italiana del XVII secolo” ospitata dall’Hermitage Museum di San Pietroburgo, dal 13 luglio sino all'8 settembre dello scorso anno. Circa 900 mila i visitatori collezionati da questo evento che rappresenta un caso unico, per la prima volta infatti il prestigioso polo museale russo ha realizzato una partnership culturale e finanziaria con una società privata estera, la capitolina Romartificio. Il 12 luglio, giorno dell’inaugurazione, a fare gli onori di casa c’era il direttore dell’Hermitage State Museum Mikhail Piotrovsky, che ha condiviso le luci dei riflettori con Roberto Celli, patron della Romartificio e quindi finanziatore e realizzatore dell’evento. A rappresentare l’Italia all’inaugurazione era presente l’on. Jean Léonard Touadi, Componente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, che ha evidenziato l’importanza dell’esposizione nel panorama culturale europeo e il grandissimo contributo dato all’Arte Italiana dal grande collezionista e mecenate londinese, Sir Denis Mahon, con le eccezionali attribuzioni e scoperte, da Guercino a Caravaggio.

L’arte italiana non smette di essere punto di riferimento per gli appassionati, e questa non è una sorpresa, ma il fatto di essere presenti anche in qualità di organizzatori non può passare in secondo piano. Anche come dovere verso Sir Denis Mahon, collezionista dell’arte del Seicento italiano, con donazioni alle più importanti Istituzioni Europee e tra queste anche l’Italia, che grazie al lascito di opere prestigiose alla Pinacoteca di Bologna ha acquisito un patrimonio artistico di grande valore.

“Per la realizzazione ed il successo dell’evento – ha sottolineato il Direttore dell’Hermitage Museum, Mikhail Piotrovsky, a commento dei dati di afflusso alla Mostra - è stata fondamentale la proficua collaborazione tra l’Hermitage e le grandi Istituzioni Museali Italiane: sono onorato – ha concluso Piotrovsky - di aver ospitato una Mostra così unica, fatta di capolavori assoluti e tali da farla assurgere a pieno titolo a fiore all’occhiello dell’offerta culturale della Città di San Pietroburgo in occasione del G20, che si è svolto qui lo scorso settembre”. A sostegno scientifico di questo prezioso progetto, la curatrice Mina Gregori è stata affiancata oltre che da Sergej Androsov, Direttore del Dipartimento dell'Arte europea occidentale dell'Hermitage, anche da Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese, che ha sottolineato come la mostra sia prima di tutto “un omaggio a un grande gentiluomo della storia dell’arte che, con inimitabile tratto e, insieme, con britannica concretezza, ha profondamente influito sulla riconsiderazione del primo Seicento italiano”.

  • Attualmente 4.5 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 4.33333/5 (3 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!