Luce della Vite protagonista a Il Convivio Troiani di Roma

Le bottiglie in degustazione nella serata con Lamberto Frescobaldi al Convivio Troiani di Roma

"Volevamo far uscire da Montalcino un vino diverso dal Brunello, dopo venti vendemmie possiamo dire che il progetto Luce della Vite è stato un successo". Con queste parole Lamberto Frescobaldi ha sintetizzato la presentazione di questo vino, unico nel genere per progettazione e realizzazione. 

Dal 1993, anno del primo imbottigliamento, esce quindi dalle colline di Montalcino un vino che unisce al Sangiovese Grosso, capace di dar vita ai migliori vini toscani, anche l'internazionale Merlot. Un oltraggio secondo alcuni, e infatti molte furono le critiche agli inizi, anche perché il vino nasceva dall'unione tra la Marchesi de' Frescobaldi e la Robert Mondavi, azienda già all'epoca di dimensioni decisamente più grandi con sede nella Napa Valley e, anche per questo, vista come promotrice del nuovo gusto "internazionale" dei vini degli anni novanta. Due mondi che però si sposarono felicemente, così come la morbidezza del Merlot non prevaricò il carattere serio ed elegante del Sangiovese. Probabilmente, anche sulla base della degustazione fatta, un successo dovuto all'aver creato un vino da invecchiamento, che i puristi del Sangiovese non dovrebbero mai bere giovane per non veder confermate alcune delle loro paure. Nel 2004 tra l'altro la collaborazione italo-americana terminò, la Mondavi entrò a far parte della Constellation Brands (proprietaria di circa 50 cantine nel mondo, solo per rimanere nel vino) e i Frescobaldi capirono che non era più uno scambio tra vignaioli quello che si prospettava, decidendo perciò di proseguire da soli.
Le venti vendemmie del Luce della Vite firmato Frescobaldi sono state festeggiate a Roma con un doppio appuntamento il 21 febbraio. Pomeriggio con i sommelier Fis di Franco Maria Ricci, che hanno degustato una verticale completa della produzione, e serata per la stampa di settore a "Il Convivio Troiani" di via dei Soldati, a due passi da una piazza Navona invasa dai tifosi di rugby scozzesi in attesa del match del Sei Nazioni contro l'Italia del giorno dopo.La cena si è aperta con il Cicinis 2011 dell'azienda Attems nel Collio, acquisita da Frescobaldi nel 2000 (unica puntata fuori Toscana per il gruppo). Un Sauvignon blanc che ha bagnato i palati dei presenti prima di Luce della Vite 2010, Luce della Vite 2011 (un assaggio in anteprima visto chef ara presentato ufficialmente al Vinitaly), Luce della Vite 2000 e Luce Brunello di Montalcino 2009.I vini hanno confermato l'idea di prodotti si diversi dal Brunello, ma no per questo meno eleganti o concreti. Soprattutto il 2000 ha evidenziato la capacità di questo uva gaio di migliorare molto nel tempo, smorzando i toni fruttati semplici facendo emergere invece quelli complessi del Sangiovese.Il tutto in un contesto culinario di grande spessore, "Il Convivio Troiani” ha infatti preparato un menù dal titolo “Il Territorio Romano” composto da rielaborazioni di piatti tipici della tradizione, serviti con un originale scelta finale, dedicata alla pasta. Parliamo di un Fiore di zucca "scomposto" con mozzarella di bufala DOP e filetti di acciughe serviti a strati sul fiore semplice, accompagnato da un sorbetto agro dolce piccante di peperoni. Poi uno straordinario Fegato grasso d’oca al torcione in crosta di fichi moscioni con brioche ai pistacchi, un piatto da veri gourmand. Non del tutto equilibrata ci è sembrato, per quanto originale e piacevole la Creme brulé di formaggio erborinato locale con pere al coriandolo e granita di Porto. Infine carne tipica come quella di agnello ma in tre preparazioni, tutte capaci di esaltarne il valore. Per chiudere, appunto, Paccheri di Gragnano alla Amatriciana, saporiti e decisamente eleganti. Per chiedere Crostatina all’olio d’oliva di ricotta e visciole, gelato di pinoli romani e salsa di pistacchio oltre a piccola pasticceria.Ottima cucina e sevizio di livello, come i prezzi medi del ristorante d'altronde (Gran menù degustazione a 110 euro), e un piatto capace di sovrastare per originalità ed eleganza gli altri, il fegato d'oca con i fichi moscioni, superbo.

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