Allarme Tbc al Gemelli: infermiera affetta nel reparto di neonatologia

L’allarme Tbc è scattato al policlinico Gemelli di Roma lo scorso luglio, dopo che un’infermiera del reparto di neonatologia ha scoperto di essersi ammalata di tubercolosi. Per la donna è partita subito una profilassi antitubercolotica standard e la sospensione dall’incarico a scopo precauzionale. In accordo con l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio, l’ospedale Spallanzani e il pediatrico Bambin Gesù, l’Asp (l’Azienda di sanità pubblica) e la Asl Roma E, il Gemelli ha immediatamente attivato un ambulatorio dedicato ai piccoli nati tra gennaio e luglio 2011 per effettuare controlli con test ematici.

Nel mese di agosto è venuto alla luce il primo caso di possibile contagio di tubercolosi legato alla malattia dell’infermiera del nido del Policlinico, ai danni di una bambina di 5 mesi, poi ricoverata all’Ospedale Bambin Gesù, comunque in buone condizioni. In seguito a tale notizia la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull’intera vicenda.

Dopo poco più di un mese dalla scoperta dei 122 neonati risultati positivi al batterio della tubercolosi (non malati), l’inchiesta ha portato all’emissione di avvisi di garanzia per i sanitari dell’ospedale: sette persone indagate, tra cui sei dipendenti del Gemelli e il medico di base dell’infermiera. Per tutti i reati ipotizzati sono stati di epidemia e lesioni colpose.

Lo scorso 29 settembre, il Tar del Lazio ha accolto la richiesta presentata dal Codacons di verificare la positività per i nati nel reparto di neonatologia anche prima del 2011, ovvero durante il periodo di permanenza nel policlinico dell’infermiera affetta.

Contro questa decisione hanno fatto appello la Regione Lazio e il Policlinico Gemelli, richiedendo così una sospensiva immediata di tale ordinanza secondo cui si sarebbe dovuto estendere il test Quantiferon, basato su un prelievo del sangue e sul controllo della presenza degli anticorpi, ai neonati del 2010.

Il Consiglio di Stato si è pronunciato l’11 novembre, accogliendo gli appelli di Regione Lazio e Policlinico, stabilendo che i test per verificare la presenza di Tbc nei bambini nati al Gemelli di Roma durante la permanenza dell’infermiera affetta, siano effettuati solo per l’anno 2011 precisando, comunque, che, nel caso fossero accertati ulteriori casi positivi, i controlli andrebbero estesi a ritroso di tre mesi in tre mesi.

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