Ecocardiogramma a tutti gli ipertesi?

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Le linee guida della Società Europea dell’Ipertensione hanno indicato che la valutazione diagnostica del paziente iperteso deve includere la valutazione del rischio cardiovascolare globale, del danno d’organo e delle condizioni cliniche associate. In particolare il riscontro di danno d’organo “cardiaco” è correlato all’aumento del rischio di eventi cardio-vascolari.

La valutazione del danno d’organo migliora la quantificazione del rischio cardiovascolare perché può essere identificato con metodiche non invasive, riproducibili, ampiamente disponibili e relativamente poco costose. La ricerca del danno d’organo deve essere, dunque, particolarmente accurata e l’ecocardiogramma è considerato un test raccomandabile per le numerose informazioni quantitative in grado di fornire.

I principali parametri ecocardiografici e doppler utili alla stratificazione prognostica del paziente iperteso sono: la massa ventricolare sinistra (ipertrofia e/o dilatazione della camera ventricolare sinistra), la funzione sistolica (valutabile con la misurazione della frazione di eiezione), la fase di rilasciamento diastolico (valutabile con il rapporto delle velocità di flusso transmitralico). Anche le dimensioni dell’atrio sinistro rappresentano un importante parametro anatomico di danno d’organo.

La metodica ecocardiografica, inoltre, può essere utilizzata nel follow-up del paziente iperteso per dimostrare l’efficacia della terapia antiipertensiva con la valutazione della regressione dell’ipertrofia ventricolare sinistra.

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