Le droghe fanno male, tutte. Parola di Ministro

L'Auditorium del Massimo durante l'incontro sulle droghe leggere con il Ministro Lorenzin e il neurologo Sorrentino

"Drogarsi fa male perché la droga fa male, tutta". Non ha usato giri di parole il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nell'incontro con i giovani studenti dell'istituto Massimo di Roma sulle droghe cosiddette leggere. Un intervento diretto a tutelare, come dovere morale del suo ruolo, "la Salute delle persone, soprattutto delle fasce deboli" ha detto ancora la Lorenzin, fino a specificare che "L’aspetto penale, ad esclusione di quello che è la lotta ai grandi trafficanti e agli spacciatori, non mi interessa più di tanto ma voglio che lo Stato dimostri coerenza su questo tema e mandi un messaggio preciso".

Parole che hanno trovato ovviamente d'accordo il neurologo Rosario Sorrentino, che con il Ministro sta diffondendo questi concetti con un tour di incontri nelle scuole, del quale l'appuntamento del 25 marzo è la seconda tappa. “La Cannabis, il tanto innocuo spinello, ha perso da tempo la sua innocenza - ha detto Sorrentino -, mai come oggi è necessaria una sorta di ‘no-fly zone’, un’area di tutela anche verso le droghe cosiddette leggere nell’adolescenza. Una fascia d’età che va protetta con un’informazione corretta sugli effetti reali e a lungo termine della cannabis, che viene assunta spesso per motivi ricreativi e socializzanti. Per questo lancio la proposta al Ministro Lorenzin di una campagna istituzionale di informazione con spot dedicati ai giovani”.

La proposta di Sorrentino è di far partire questa campagna "affinché, soprattutto i più giovani, possano comprendere quali sono i rischi potenziali dell’uso di queste sostanze”. Il neurologo si rivolge anche a “quei vip e quelle celebrità (con una citazione specifica per Roberto Saviano - ndr) che danno, troppo superficialmente, il loro sostegno pubblico allo spinello, rischiando di influenzare con la loro fascinazione adolescenti, e non solo, che possono rimanere suggestionati da modelli di comportamento e stili di vita che risultano poi essere spesso trappole da cui è difficile uscire”. 

“In persone predisposte – ha specificato ancora il neurologo - bastano anche solo poche boccate dello spinello del terzo millennio, un vero e proprio ‘super-spinello’, per determinare l’inizio di disturbi psichiatrici che vanno dall’ansia diffusa e permanente, agli attacchi di panico, alle allucinazioni con veri e propri quadri psicotici fino a stati di depersonalizzazione e derealizzazione”. Evidenze scientifiche che non devono essere sottovalutate e che, anzi, obbligano tutti a pensare a un piano operativo specifico. Per Sorrentino infatti stiamo assistendo a “un vero ‘attacco al cervello’ di giovani e giovanissimi in una delle sue fasi più vulnerabili, perché questo organo nell’adolescenza è nel pieno di passaggi maturativi che possono essere danneggiati da un uso anche occasionale di cannabis”.

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