“Muoversi” allunga la nostra vita

Innumerevoli sono i benefici che derivano da una regolare e ragionevole pratica dell’attività fisica. Ed ora, che è finalmente arrivata la stagione estiva, è opportuno sfruttare le giornate più lunghe ed il buon tempo atmosferico per mettere in moto i nostri muscoli intorpiditi dall’inverno lavorativo e sedentario. Praticare attività sportiva è uno degli elementi basilari per la prevenzione di numerose malattie e, sicuramente, aggiunge anni alla nostra vita. Ricordate questa frase, in una successiva parte di questo articolo comparirà nuovamente riferita ad un episodio bizzarro e tragico nel contempo. Sono molto numerose le funzioni organiche che si avvantaggiano dell’attività fisica; essa infatti determina:

Aumento del microcircolo: aumenta il numero dei capillari che portano l’ossigeno ai nostri muscoli, il sangue dunque si distribuisce meglio e si riduce la pressione arteriosa. Inoltre la migliore ossigenazione riguarda anche il muscolo cardiaco e si riduce così il rischio di infarto del miocardio.

Aumenta il catabolismo degli zuccheri e dei grassi, ha dunque un’azione antidiabetica ed ipocolesterolemizzante. Si riduce il peso corporeo, si combatte l’obesità e, globalmente, si riduce il rischio di arteriosclerosi.

Diminuisce il tono adrenergico (quello mediato dall’adrenalina) ed aumenta quello vagale. Le conseguenze di queste funzioni determinano riduzione della pressione arteriosa e riduzione della frequenza cardiaca (tutti gli atleti in buon allenamento hanno un battito cardiaco lento e particolarmente efficace).

Aumenta il metabolismo dell’osso contrastando l’osteoporosi. Le ossa hanno, come il resto del nostro organismo, necessità di stimolo e movimento (gli astronauti, che a causa della mancanza di forza di gravità, stimolano molto poco le ossa, vanno rapidamente incontro ad osteoporosi!).

Determina effetti positivi sulla digestione e sulla pigrizia intestinale, naturalmente sull’apparato respiratorio e sulla salute mentale. Ogni medico vi confermerà che tra le migliori attività fisiche che tutti possono praticare, c’è la passeggiata a passo sostenuto e la corsetta leggera il cosiddetto “Jogging”.

Il padre del Jogging fu un certo mister James F. Fixx, un giornalista sportivo americano che si era avvicinato a questa attività per recuperare tono muscolare fortemente ridotto in quanto sedentario, fumatore, un po’ obeso; reduce, inoltre, da una rottura tendinea. Come il famoso protagonista di Forrest Gump, un giorno cominciò a correre e non si fermò più, finché non restò vittima della sua stessa scoperta… Mister Fixx cominciò ad essere ossessionato dalle malattie cardiache in quando suo padre morì di infarto e nei check-up cardiologici ai quali si sottoponeva veniva sempre giudicato a “grave rischio” per la familiarità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia ed i segni di arteriosclerosi conseguenti ad uno stile di vita scriteriato.

Un bel giorno mister Fixx decise di smettere di fumare, dimagrire ed applicarsi al jogging. Anzi scrisse anche un libro “The complete book of running” che diventò ben presto un best seller e diede all’autore fama e benessere economico. Questo nuovo stile di vita lo fece sentire molto meglio. Notò che gli indici di rischio coronarico erano sensibilmente migliorati. Superò l’età di 43 anni, che era stata fatale per suo padre, e pensò di avercela fatta. Si convinse che il jogging lo avrebbe protetto, rallentò i controlli medici e le altre norme di prevenzione affermando che con la corsa aveva risolto i suoi problemi. Sbagliava!

Il povero mister Fixx fu trovato morto, stroncato da un infarto, al bordo della strada che stava percorrendo durante la sua solita corsetta mattutina. All’autopsia si riscontrò la presenza di un paio di zone infartuate di vecchia data, una più recente (circa un mese prima) e l’ostruzione pressoché completa della coronaria sinistra. Ricostruendo con i suoi parenti gli eventi, si scoprì che aveva avuto sintomi riferibili ad ischemia cardiaca, per i quali non fece controlli, ma continuò a correre. Il medico legale che eseguì l’autopsia disse “credo che non sia stato ucciso dallo jogging, credo piuttosto che correre lo abbia aiutato a prolungare di parecchi anni la propria vita”. Molti cardiologi concordarono che la pratica sportiva gli aveva regalato almeno cinque anni di vita rispetto a suo padre.

La storia di mister Fixx, a mio avviso, lontano dal farci guardare con sospetto l’attività fisica, ci insegna piuttosto a conoscere noi stessi ed i nostri limiti. Ci insegna ancora una volta che una prevenzione “globale” è più efficace di ogni terapia. Ci insegna infine che per quello che riguarda la salute il “fai da te” è deleterio. Meglio affidarsi al proprio Medico di Fiducia.

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