Vaccino e giuste regole: A/H1N1

Con la fine di gennaio e l'inizio di febbraio entra il momento di massima criticità della stagione influenzale. Salgono rapidamente i casi di infezione e salgono contemporaneamente i casi di complicazioni serie e, purtroppo, sale anche il numero dei decessi causati dall’infezione del virus A/H1N1. Mentre stiamo per andare in stampa il numero totale delle vittime per l’influenza si è attestato a nove, ma sicuramente nelle prossime ore si riscontreranno altri casi di complicanze gravi ed altri decessi.

Le vittime del virus influenzale sono costantemente pazienti particolarmente delicati, nei quali la patologia di base determina una fragilità tale da rendere pericoloso lo squilibrio causato dall’infezione virale. Sono, infatti, in genere pazienti cardiopatici, diabetici o con gravi patologie respiratorie, pazienti che fanno parte di quelle classi per le quali la vaccinazione anti-influenzale è assolutamente raccomandata (e spesso è utile anche un richiamo da eseguire un mese dopo l’inoculazione della prima dose).

Purtroppo ad oggi si è innescata una sorta di disaffezione o di diffidenza nei confronti del vaccino. La sensazione è che la campagna vaccinale di quest’anno conterà un numero sensibilmente inferiore di vaccinati rispetto alle precedenti. Riteniamo che questo sia un atteggiamento dannoso sia per la persona che si ammalerà più facilmente, sia per la diffusione della malattia che troverà meno ostacoli nella sua trasmissione.

Anche se non c’è una controindicazione assoluta ad una vaccinazione tardiva, lo stadio avanzato dell’epidemia influenzale consiglia piuttosto l’attuazione di quelle norme igienico comportamentali adatte alla riduzione della morbilità.

Prima di tutto è opportuno mantenere un’alimentazione sana, nutriente ma non pesante, ricca di frutta e verdure ad alta percentuale vitaminica. Lavarsi spesso le mani o utilizzare gel disinfettanti facili da portare con sé. Avere sempre a portata di mano fazzoletti igienici per soffiare il naso e starnutire limitando la diffusione dei virus presenti nelle nostre vie aeree superiori. Evitare i posti affollati, se possibile, soprattutto gli autobus e le metropolitane dove spesso il contatto è strettissimo, ma anche i grandi centri commerciali, gli uffici, gli sportelli postali o bancari.

In caso di manifestazione dei sintomi influenzali (la febbre, il male alla gola e la tosse) non pensate subito di avere una malattia grave. Nella stragrande maggioranza dei casi l’influenza guarisce spontaneamente senza necessità di intervento farmacologico. A questo proposito, un discorso a parte richiede l’uso, molto spesso improprio, degli antibiotici. La terapia antibiotica non possiede nessuna efficacia nei confronti del virus influenzale. Non possiede un razionale terapeutico neanche quando la giustifichiamo con il tentativo di prevenire una superinfezione batterica. Nella migliore delle ipotesi ha un’azione tranquillizzante nei confronti delle nostre ansie, ma nel frattempo assumere un antibiotico porterà ad una selezione dei microrganismi e favorirà lo sviluppo di quelli più forti e resistenti alle terapie.

Bisogna, tuttavia, considerare che l’influenza da virus A/H1N1 porta effettivamente con sé un’alta frequenza di sovrainfezioni batteriche (in particolar modo streptococchi di gruppo A, pneumococchi e meningococchi). Il riconoscimento di una sovra infezione e, possibilmente, l’identificazione dell’agente infettante sono elementi sostanziali per la prescrizione della terapia antibiotica e per la più rapida guarigione del paziente. Ricordiamo, però, che non è segno di tale sovrainfezione una tosse, più o meno stizzosa, che continua anche per diversi giorni dopo la defervescenza; è un sintomo frequentemente causato dalla flogosi residua della mucosa della trachea, dalla perdita delle ciglia vibratili (alle quali dobbiamo dare tempo perché ricrescano) e dalla conseguente irritabilità dei tessuti a vari stimoli (polveri, fumi, freddo, ecc.). Deve, invece, far nascere sospetto di sovrainfezione batterica la ripresa di una febbre passata, la comparsa di espettorato, specie se di color giallo o verdastro, o un affanno non giustificato. In questi casi è prudente il controllo medico.

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