La cooperazione come unico strumento per risollevare il SSN

Consorzio Sanità - Co.S.

La Sanità Pubblica è ormai al centro della scena politica ma soprattutto dell'emergenza sociale in particolare in alcune regioni, come il Lazio, dove il deficit ha raggiunto livelli tali che neanche i servizi minimi sembrano più essere garantiti. Le soluzioni sembrano poche, i tagli del Governo non sembrano garantire il ripristino di una situazione normale e allora si cerca di capire come andare avanti. In questo senso pubblichiamo volentieri la lettera che Antonio Di Malta, presidente di Co.S. (Consorzio Sanità), ha inviato con gli auguri di fine anno. L'abbiamo ripresa per dare la possibilità a tutti di approfondire ognuno degli aspetti trattati, sperando che anche dall'interno della professione ci siano dei moti positivi e propositivi per il bene futuro dei medici e dei cittadini tutti.

Cari soci,

con la presente voglio farVi e farmi gli auguri di un buon anno nuovo. Le cose che posso e voglio augurare a Voi sono le stesse che potrei augurare a me ovvero:
 1. un 2013 in cui "gli infedeli" si rendano finalmente conto che la cooperazione  è l'unico strumento (gli altri sono sempre più allo sfascio) che può consentire una rimodulazione in senso imprenditoriale, ma sempre pubblico,  del SSN a partire dalle cure primarie!!
2. un governo  e delle regioni che si rendano conto che fare le UCCP è più facile e meno costoso di quanto loro immaginano, mentre le AFT senza le UCCP e senza le coop  saranno il solito escamotage privo di conseguenze sulla qualità, sul carattere e sui costi del SSN, come lo furono le medicina di rete, e la medicina in associazione.
3. dei medici che si rendano conto che adeguatamente supportati (dal mondo della cooperazione) non troveranno cosi difficile creare le AFT  e le UCCP se riusciranno  ad avere un punto di vista che esca dagli schemi (dai loro schemi ) sovvertendo quella resistenza al cambiamento che lungi dall'essere una loro difesa, rischia di diventare la tomba della categoria.

Il SSN a partire dalle cure primarie sta andando sott'acqua, in un Paese che prima è stato semisommerso dall'insipienza e dalla infingardagine di politici e di dirigenti privi di onestà e di scrupoli ma ancora di più di competenza e di intelligenza e adesso finisce per annegare sotto i colpi di una spending revue che non si sa se sia meglio o peggio dell'agonia economica che tenta di risolvere,  perchè nell'incompetente e frettolosa scelta dei tagli lineari sta rischiando di sottoporre alla stessa mannaia sia le cose e le esperienze  migliori che le peggiori d'Italia, senza dimenticare che in genere le peggiori sono le meglio difese.

I LEA stanno diventando un sogno prima ancora di diventare una realtà, e questo perchè il governo toglie alle regioni e quindi alle Asl il respiro economico minimo per agire. Ma come potrebbe il governo, d'altro canto, fare diversamente, se si tiene conto di quanto successo recentemente in Lombardia (60- 70 Consiglieri indagati), in Lazio (indagato tutto  il Consiglio regionale) e poi in Piemonte e in altre regioni.    

A questo punto a chiunque sarebbe chiaro che diventa irrinunciabile la presenza in Italia di una rete di presidi della medicina generale (UCCP) che faccia da sportello unico socio sanitario (punto di accesso anche ai servizi socio assistenziali sia residenziali che semiresidenziali e domiciliari) e che ospiti varie attività tipo la specialistica SSN, e tutti gli strumenti necessari a prendere in carico la cronicità, diventando il punto di abbattimento  delle code per le prestazioni specialistiche e per il loro contenimento), sia l'unica risorsa che può affrontare il disastro del SSN in giornaliero peggioramento (si pensi a tutte le strutture ospedaliere del lazio che mettono insieme ai 12 milioni di euro di passivo di esercizio). 

E se anche l'unico  modo per tenere i livelli integrativi di assistenza all'interno di un minimo di controllo sociale che faccia da calmiere e da deterrente rispetto ad una gestione esclusivamente finalizzata al profitto, sganciata addirittura dalla stessa etica di impresa che pure esiste sia l'esistenza di una rete organizzata di fornitori di prestazioni sanitarie gestite dalle Cooperative di mmg.

E se infine il soggetto più adatto a gestire le UCCP e i fornitori di prestazioni integrative, fossero le cooperative perchè per loro nascita sono soggetti alieni del profitto soggettivo, quale sarebbe l'ostacolo al decidere di fare nascere un gran numero di cooperative di mmg in grado di promuovere e gestire le UCCP che nei loro assetti logistici dovrebbero ospitare le AFT e la rete di fornitori per i livelli integrativi di assistenza.

La domanda è:
a) cosa aspettano  la Fimmg e gli altri sindacati a prendere atto di tutto questo visto che noi stiamo aspettando dal febbraio del 1997 (data del  primo protocollo d'intesa Fimmg/Co.s.), che lo facciano!
b) cosa sta aspettando il governo a spingere sul serio la nascita delle Utap, della Casa Della Salute o delle UCCP, visto che sono almeno 10 anni che dichiarano e deliberano di volerlo fare, mentre non fanno  altro che cambiare l'acronimo
c) cosa aspettano i medici a capire che,  quando il cambiamento deve obbligatoriamente avvenire e non avviene perchè ci sono alcuni pochi gruppi di potere che temono di perdere le rendite di posizione e resistono facendo finta che l'obiettivo loro sia quello degli operatori della base, che quando tutto andrà a ramengo gli unici a pagare saranno loro.
d) se c'è fra i medici, i sindacati, il governo e le regioni chi sia in grado di formulare una soluzione più performante della nostra, cosa aspetta a spiegarcela! La dicano e volentieri la adotteremo se ci renderemo conto che consente risultati migliori della nostra.  E i politici la usino come cavallo di battaglia nelle elezioni, pensando per una volta tanto ai cittadini e agli operatori invece che a se stessi e agli "amici" degli amici....!
Tanti auguri che non vi debba fare alla fine del 2013 gli stessi auguri che vi sto facendo adesso e una raccomandazione: condividiamo fra di noi il progetto d'insieme, non ciascuno il/i dettaglio/i  che ha maggiormente attirato il suo interesse, perchè invece di essere un esercito addestrato saremmo un'armata brancaleone!

Antonio Di Malta 
Presidente di Co.S.

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