Disturbi dell’alimentazione o di vita?

Anoressia e bulimia

Arriva il caldo e per le donne la “prova costume” è un appuntamento al quale non si può assolutamente rinunciare. Le case si riempiono di riviste che pubblicizzano diete miracolose in cui si arriva anche a perdere 1 Kg a settimana; si passano ore e ore su internet con la speranza di trovare prodotti in grado di eliminare cellulite e smagliature. Molti ricercatori, infatti, sostengono che l’attenzione che noi occidentali abbiamo nei confronti del nostro corpo deriva dalle immagini e dai valori veicolati dai programmi televisivi, imperniati sull’ideale estetico di bellezza. I media e i siti internet, quindi, possono costituire uno dei tanti fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare (DCA): l’anoressia e la bulimia nervosa.

La caratteristica principale dell’anoressia è il rifiuto del cibo in quanto si ha paura di ingrassare ed è per questo motivo che si tende a mettere in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, calcolare le calorie, svolgere attività fisica in maniera ossessiva e indursi il vomito dopo aver mangiato piccole quantità di cibo. I sintomi fisici dell’anoressia consistono, quindi, in una perdita di peso eccessiva, interruzione per almeno tre mesi del ciclo mestruale, iperattività e abbassamento della temperatura corporea. È un disturbo che colpisce soprattutto le donne nel periodo preadolescenziale o adolescenziale e per mantenere il peso corporeo ottenuto, ricorrono all’utilizzo di tecniche quali il vomito autoindotto o l’uso sistematico di lassativi e diuretici.

La bulimia, invece, si sviluppa nella maggior parte dei casi come una conseguenza di una dieta ferrea che induce la persona a mettere in atto grandi abbuffate considerate come delle vere e proprie trasgressioni, legate ad una perdita di controllo. In un primo momento queste abbuffate sviluppano nella persona una forma di piacere poiché allentano la tensione legata alla dieta, ma con il passare del tempo le emozioni negative (paura di aumentare di peso, vergogna etc.) tendono a sovrastare l’individuo conducendolo ad ulteriori abbuffate. Anche per questo disturbo alimentare sono presenti dei comportamenti compensatori come l’autoinduzione del vomito, l’uso di lassativi o diuretici e il digiuno nei giorni successivi alle abbuffate.

In generale l’anoressia e la bulimia sono due modi per esprimere uno stato di disagio e sofferenza affettiva vissuti dal soggetto e sono considerati disturbi psico-sociali. In modo particolare le anoressiche tendono a presentarsi come persone estremamente intelligenti tanto che a scuola possono ottenere ottimi voti, ma nello stesso tempo il rapporto con le proprie figure di riferimento tende ad essere compromesso. In molti casi, infatti, si è riscontrata una mancata comunicazione tra i membri del nucleo familiare, un’incapacità di riconoscere le emozioni e una eccessiva preoccupazione per il peso delle figlie da parte dei genitori.

Attraverso un’adeguata psicoterapia è possibile creare un’atmosfera basata sull’accoglienza dei disagi e delle paure tipici dei soggetti affetti da DCA con l’obiettivo di fargli acquisire degli stati cognitivi ed emotivi più funzionali al proprio stato di crescita interiore. E’ fondamentale lavorare parallelamente con la famiglia affinché possano emergere risorse utili per il superamento del DCA. Obiettivo, quindi, della psicoterapia è fare in modo che il paziente possa ritrovare le proprie risorse interne per affrontare la realtà leggendo se stesso in modo più maturo ed adeguato.

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