È possibile educare l’aggressività? Origine ed espressione di atteggiamenti violenti

Arancia meccanica, film del 1971 diretto da Stanley Kubrick.

L’aggressività è un fenomeno importante e un problema dei nostri giorni.

Si definisce comportamento aggressivo “l’insieme di azioni dirette a colpire uno o più individui, tali da infliggere loro sofferenze fisiche e morali, oppure la morte”. (Bandura, 1973).

Ma che origine ha l’aggressività?

Molti ricercatori sostengono che l’aggressività sia parte integrante della natura umana e quindi l’individuo eredita la tendenza al comportamento violento. Altri ricercatori, invece, sostengono che questa forma di comportamento non ha un’origine biologica, ma si è aggressivi perché l’esserlo porta dei vantaggi e il non esserlo, invece, crea degli inconvenienti.

Albert Bandura, teorico dell’apprendimento sociale, afferma che “alcune delle più elementari forme di aggressività fisica possono aver luogo senza che ci sia stata un’indicazione alcuna, ma la maggior parte delle azioni più violente comportano l’uso di abilità raffinate le quali devono venir apprese socialmente”. I modelli, quindi, insegnano all’individuo i comportamenti aggressivi e riducono le inibizioni all’aggressività perché dimostrano che una determinata azione può essere efficace e produttiva. Secondo questa teoria i bambini che ricevono punizioni severe e continue da parte dei genitori diventeranno a loro volta più aggressivi. I genitori che utilizzano metodi severi inviano ai loro figli un messaggio: esigono il rispetto delle regole attraverso l’uso di comportamenti aggressivi. Il risultato è che i bambini da adulti imparano da soli ad essere violenti e, senza esserne consapevoli, i genitori non fanno altro che incoraggiare quel comportamento che in realtà vorrebbero correggere.

Tra gli anni ’40 e ’60 ricerche americane hanno sottolineato che “le manifestazioni aggressive hanno sempre alla base uno stato di frustrazione e uno stato di frustrazione conduce sempre a manifestazioni aggressive”. Più un individuo desidera qualcosa, maggiore è la frustrazione cui va incontro e maggiore è la predisposizione ad un atteggiamento aggressivo quando il desiderio è contrastato. La reazione aggressiva può essere etero diretta (rivolta verso un oggetto esterno) oppure auto diretta (rivolta verso se stesso). Il ragionamento logico alla base di queste reazioni è che, se qualcosa è andata nel verso sbagliato, la colpa è di qualcuno e per questo motivo deve essere punito! L’esperienza della frustrazione, comune nella vita di ognuno di noi, può essere anche efficace e funzionale perché conduce alla formazione del “problem solving” ossia della risoluzione dei problemi. Al contrario, esperienze continue di frustrazione potrebbero portare il soggetto a bloccare un comportamento come, per esempio, il non essere di aiuto agli altri. Infine l’inesistenza di esperienze frustranti potrebbe bloccare qualsiasi tentativo di cercare soluzioni per superare determinate difficoltà.

È possibile inibire i comportamenti violenti entrando in contatto con le nostre emozioni. Alcuni autori sostengono che se un soggetto ha la possibilità e capacità di esprimere la propria aggressività, in seguito avrà meno motivi per aggredire. Esprimere il conflitto riduce, quindi, la tensione. Altri, invece, ritengono che l’eccitazione prodotta dall’individuo può essere incanalata attraverso tipi di comportamento alternativi quindi non aggressivi.

La rabbia se utilizzata in modo costruttivo aiuta ad aumentare la fiducia in noi stessi. È di fondamentale importanza che essa venga riconosciuta nel momento in cui tenta di fuoriuscire. È un meccanismo di protezione che ci segnala che qualcosa dentro di noi non funziona alla perfezione. È una reazione di insoddisfazione. L’arma migliore per incanalare l’aggressività in comportamenti alternativi è la “parola”. Per prima cosa dobbiamo analizzare la situazione ponendoci delle domande: Qual è la causa della mia rabbia? La mia reazione è contestualizzata? Ho frainteso le intenzioni del mio interlocutore? Quale saranno le conseguenze?. Successivamente è importante imparare ad essere “assertivi”. L’assertività è la capacità di comunicare in modo efficace con gli altri. Questo tipo di comportamento permette di esprimere le emozioni in modo chiaro rispettando i sentimenti altrui e soprattutto attenua la rabbia e i conseguenti comportamenti violenti.

Qualsiasi problema si affronterà in maniera costruttiva.

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