Gli effetti ipocondriaci dell’influenza: l’ansia del malato immaginario

Alberto Sordi in "Il malato immaginario"

Continua il terrorismo mediatico sull’influenza: milioni di italiani a letto e aumentano i decessi in tutta la nazione. Quali le reazioni? Per prima cosa sembra essere scoppiata la mania per gli igienizzanti per le mani. Molte farmacie, infatti, sono state prese d’assalto esaurendo completamente le scorte di questi prodotti. La psicosi influenza e la mania dell’igienizzante hanno contagiato tutti. Tempo fa uscì anche la notizia di un primo uomo deceduto a causa dell’influenza A: la chiesa era completamente vuota a parte il celebrante, la madre anziana, la sorella e sua nipote. Anche i portantini dell’impresa funebre indossavano le mascherine. Il parroco che ha celebrato il funerale ha parlato di “una solitudine impressionante, fisicamente testimoniata dal fatto che nemmeno i parenti si sono seduti nei banchi vicini alla navata. Non ho potuto che pregare per questo povero fratello e per sua madre, che è stata per tutto il tempo seduta in disparte sul fondo della chiesa. È la prima volta che celebro avvertendo in maniera così forte il dramma della solitudine”.

Uno studio della Temple University, invece, ha sottolineato un collegamento esistente tra schizofrenia del nascituro e influenza virale della madre durante la gravidanza. Il rischio di schizofrenia, secondo questa ricerca, aumenta da 1,5 a 7 volte per i figli di mamme “influenzate”. La colpa non sembrerebbe essere del virus ma di alcune proteine immunitarie che vengono prodotte dal corpo in risposta a questo genere di agenti patogeni. La buona notizia è che non tutte le madri che hanno avuto in gravidanza l’influenza hanno generato figli schizofrenici. Ciò significa che allo sviluppo della psicopatologia contribuisce un altro fattore che deve essere presente affinché l’aumento dei livelli di proteine immunitarie portino alle alterazioni cerebrali. In base ai risultati di questa ricerca, le donne in gravidanza dovrebbero prendere delle piccole precauzioni e adottare delle norme igieniche.

L’influenza colpisce anche il mondo del lavoro creando “malati immaginari” soprattutto durante le festività. Sia gli enti pubblici che gli enti privati hanno fatto scattare i controlli predisponendo gli accertamenti a domicilio sullo stato di salute degli impiegati. Comincia una gara a chi è più furbo: da una parte vi sono coloro che studiano le migliori strategie per disertare l’ufficio, dall’altra i loro superiori si affidano ai medici che diventano investigatori pur di coglierli nel fatto.

Ma qual è l’impatto psicologico di fronte all’influenza e come affrontarla? L’influenza entra nella sfera della salute e gli individui sono costretti a gestire un carico d’ansia eccessivo.

Le reazioni possono riguardare rabbia e umore instabile. Per prima cosa non bisognerebbe assecondare la paura attraverso un utilizzo eccessivo di internet o tempestare di telefonate il proprio medico di base. Inizialmente si ha l’illusione di riuscire a mantenere il controllo, ma in realtà lo stress non fa altro che aumentare. L’attività fisica e una sana alimentazione, inoltre, possono rinforzare il sistema immunitario ma se l’ansia è percepita in maniera eccessiva allora sarebbe opportuno chiedere l’aiuto di uno psicologo. Questa, infatti, si potrebbe trasformare in ipocondria. La caratteristica di questo disturbo riguarda la preoccupazione legata alla paura di avere una grave malattia poiché il soggetto percepisce specifici sintomi tipici di essa. I soggetti ipocondriaci possono spaventarsi se sentono parlare di una indisposizione o se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato. L’influenza potrebbe scatenare tutto questo e la colpa è anche dei mass media che creano allarmismi eccessivi.

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