I disturbi dell’alimentazione nell’infanzia e preadolescenza

I disturbi dell'alimentazione nei più piccoli

Spesso mi è capitato di trattare i disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia, la bulimia e l’ossessione per i cibi sani. Negli ultimi anni si è constatato che le persone che ne soffrono sono in crescita e soprattutto sono ormai considerati veri e propri “fenomeni sociali” che si stanno estendendo anche a gruppi di popolazione non coinvolti in precedenza. Parliamo di infanzia e preadolescenza.

I fattori di rischio da sempre presi in considerazione sono fondamentalmente tre: fattori genetici, ambientali e culturali.

Per quanto riguarda i fattori genetici, la ricerca ancora non è riuscita a capire che cosa effettivamente venga ereditato e quindi l’attenzione si è spostata sulla epigenesi ossia il modo in cui funzionano i geni. Si presuppone che la dieta può alterare l’espressione dei geni innescando lo sviluppo della patologia.

Nei rischi ambientali potremmo ritrovare stati d’ansia e depressione o traumi emotivi. Ma in modo più specifico ci si focalizza sul controllo del peso spingendo il soggetto ad interiorizzare l’ideale di magrezza.

Alla base dei fattori culturali, invece, troviamo un nesso tra identità della persona e identità corporea.

Ciò non toglie che aspetti della personalità potrebbero contribuire all’insorgenza della patologia: bassa autostima, perfezionismo nel valutare se stesso e l’insoddisfazione per il proprio corpo.

Negli ultimi anni stanno aumentando i Disturbi Selettivi dell’Alimentazione nei bambini che rientrano nella fascia di età relativa alla prima infanzia. Anche loro possono sviluppare un’attenzione particolare nei confronti del cibo, quasi ossessiva, in cui riversano il loro disagio.

Per prima cosa è importante eliminare qualsiasi causa organica come per esempio una debolezza nella muscolatura boccale o perché a causa di un disturbo gastrointestinale, il bambino si è spaventato per aver vomitato in modo irrefrenabile. Oppure evita cibi solidi perché traumatizzato da un episodio di soffocamento.

In alcuni casi sono semplici capricci ma è quando si cronicizzano che dobbiamo cominciare a preoccuparci perché ciò interferisce anche con la crescita.

I disturbi selettivi sono solitamente accompagnati da stati d’ansia in cui si nota la poca tranquillità del bambino, l’enuresi o il dormire poco durante le ore notturne.

Il DSM-5 ha classificato i seguenti disturbi:

a)   Picacismo - bambini che mangiano di tutto, dai giochi alla cenere, dai sassi all’intonaco

b)   Ruminazione - ossia il ripetuto rigurgito e rimasticazione del cibo

c)   Il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo

 

Nel Disturbo Emozionale di Evitamento del Cibo il sintomo che prevale è il rifiuto di alimentarsi, con una storia di capricci o una selettività sulla scelta dei cibi. La conseguenza è un blocco della crescita accompagnato da un calo di peso. Questi bambini non hanno un’immagine distorta del proprio corpo ma, al contrario, si rendono conto di essere sottopeso.

Un altro disturbo in crescita è l’Alimentazione Selettiva, sopra accennata, in cui i piccoli prediligono determinati cibi considerati da loro come preferiti. Solitamente sono cinque o sei e rientrano nella categoria dei carboidrati e potrebbero selezionare anche le bevande. Nei casi più gravi la selettività li conduce anche a scegliere una determinata marca o un negozio in particolare. Sono bambini che in genere hanno una crescita normale, ma potrebbero avere problemi nell’ambito sociale in quanto non possono partecipare alle normali attività  come una cena tra amici, poiché questo disagio potrebbe creare in loro e nei genitori imbarazzo. Nella maggior parte dei casi la soluzione arriva nel corso dell’adolescenza nel momento in cui il ragazzo si confronta con il proprio gruppo dei pari.

La Disfagia Funzionale è un altro disturbo in crescita e riguarda i bambini non svezzati, che hanno il timore di ingoiare cibi solidi, e per questo motivo mangiano frullati e omogeneizzati fino ai dieci anni di età. Le conseguenze possono riguardare la crescita e la muscolatura boccale.

All’opposto troviamo l’Iperalimentazione Compulsiva ossia il mangiare in abbondanza senza autocontrollo, frettolosamente, masticando poco e deglutendo rapidamente. In questo caso i bambini sono generalmente sempre in sovrappeso e mangiano nei momenti di disagio e di stress.

Infine un piccolo numero di bambini viene colpito dalla Sindrome Pervasiva di Rifiuto in cui vi è un rifiuto totale di mangiare, bere, camminare e parlare. Si protrae per mesi rifiutando qualsiasi tipo di aiuto.

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