I disturbi sessuali

Negli ultimi decenni la nostra società occidentale ha dato un significato diverso al sesso rispetto a un passato non molto lontano in cui determinati costumi sessuali sono stati repressi. Al giorno dʼoggi la repressione si è trasformata in “liberazione sessuale”. Questo fenomeno sociale ha sviluppato conseguenze profonde nella sfera psicologica degli individui. Le cause che hanno condotto verso questa trasformazione sessuale le possiamo ritrovare, per esempio, nella liberalizzazione del commercio dei farmaci per aumentare la virilità, nella parità dei sessi in cui la donna si è emancipata dal punto di vista culturale, politico e lavorativo e nel moralismo cattolico. Riguardo a questʼultimo punto, il merito della Chiesa Cattolica è che “proibendo” il sesso lo ha reso in qualche modo più piacevole. Il comportamento sessuale, quindi, sembrerebbe aver bisogno di norme. Lʼincitamento alla sessualità, invece, potrebbe provocare effetti comportamentali contrari e negativi. Questa forma di incitamento nasce anche dalla martellante esposizione di immagini e situazioni che i mass media trasmettono al mondo occidentale. Si sono, quindi, sviluppati dei falsi miti (Nardone, 2005):

I. Il sesso è portatore di felicità e la “gioia del sesso” è un diritto da perseguire.

II. Il sesso va vissuto così come appare nelle pubblicità e nei film. Se non si raggiunge questo modello si è diversi e inferiori.

IIl DSM-IV ossia il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ha lo scopo di fornire descrizioni chiare relative ai diversi disturbi mentali. Una sezione di tale manuale comprende le Disfunzioni Sessuali, caratterizzate da unʼanomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che causano difficoltà e disagi interpersonali:

DISTURBO DA AVVERSIONE SESSUALE: Eʼ caratterizzato da una forma di avversione e di evitamento dal contatto sessuale genitale con un partner sessuale. Il disturbo causa nellʼindividuo effettive difficoltà interpersonali oltre a provare ansia, timore e disgusto nel momento in cui si presenta unʼopportunità sessuale.

DISTURBI DELL’ECCITAZIONE SESSUALE FEMMINILE: La caratteristica di tale disturbo riguarda una continua e ricorrente incapacità di raggiungere o di mantenere unʼadeguata eccitazione sessuale con lubrificazione e tumescenza dei genitali.

DISTURBO MASCHILE DELL’EREZIONE: Questo disturbo è caratterizzato da una persistente incapacità di raggiungere o di mantenere lʼorgasmo fino al completamento dellʼattività sessuale e unʼadeguata erezione. Esistono vari tipi di disfunzioni e alcuni soggetti riferiscono unʼincapacità di avere lʼerezione fin dallʼinizio dellʼesperienza sessuale e altri si lamenteranno di avere avuto prima unʼadeguata erezione e poi di aver perduto tumescenza tentando la penetrazione. Altri ancora potranno riferire di avere unʼerezione solo durante la masturbazione e al risveglio.

DISTURBO DELL’ORGASMO FEMMINILE: È caratterizzato da un persistente o ricorrente ritardo o assenza dellʼorgasmo dopo una fase normale di eccitazione sessuale. Esiste una precisazione: “La diagnosi di Disturbo dellʼOrgasmo Femminile dovrebbe basarsi sulla valutazione del clinico che la capacità di orgasmo della donna sia minore di quanto ci si aspetterebbe per età, esperienza sessuale e adeguatezza della stimolazione sessuale ricevuta”. Anche in questo caso il disturbo deve determinare un notevole disagio e difficoltà interpersonali.

DISTURBO DELL’ORGASMO MASCHILE: Consiste in una persistente o ricorrente ritardo o assenza dellʼorgasmo dopo una fase di normale eccitazione sessuale. La valutazione di tale disturbo comprende lʼetà del soggetto e lʼadeguatezza della stimolazione per quel che riguarda la localizzazione, lʼintensità e la durata.

EIACULAZIONE PRECOCE: Questo disturbo ha alla base una persistente o ricorrente insorgenza di orgasmo ed eiaculazione a seguito di una minima stimolazione sessuale prima, durante o subito dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri. Il clinico, naturalmente, deve considerare i fattori che influenzano la durata della fase di eccitazione, come lʼetà, la novità del partner sessuale o della situazione. Lʼ anomalia deve causare notevole disagio o difficoltà interpersonali.

DISPAREUNIA: La manifestazione di tale problema è un dolore genitale associato al rapporto sessuale. Nelle donne il dolore può essere descritto come superficiale durante la penetrazione o come profondo durante la spinta del pene. Lʼintensità può variare da una lieve sensazione dolorosa ad un dolore intenso.

VAGINISMO: La manifestazione del vaginismo è la contrazione involontaria dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina quando si tenta una penetrazione.

Nellʼimmaginario collettivo, la psicoterapia sembrerebbe essere percepita come un percorso lungo, complesso e costoso. Lo stress, inoltre, sembrerebbe accompagnare qualsiasi paziente che si sente costretto ad esplicitare ogni suo più recondito segreto. Lʼapproccio strategico non prevede una conoscenza approfondita del soggetto ma è concepito come una “partita a scacchi” (Nardone, 2005). Secondo Nardone questa partita si sviluppa attraverso mosse e contromosse messe in atto in modo alternato dal terapeuta e dal paziente. Le mosse del terapeuta consistono in prescrizioni di comportamento che il soggetto deve mettere in atto al di fuori della seduta e sono finalizzati al raggiungimento di obiettivi stabiliti durante le prime sedute. La vittoria finale è lʼeliminazione del problema. Il terapeuta, quindi, si limita ad impostare una comunicazione efficace in quanto lʼobiettivo terapeutico è il “cambiamento” inteso come ristrutturazione dellʼesperienza, del comportamento e delle finalità del soggetto stesso (F. Petruccelli, 2002).

Per il Disturbo Maschile dellʼErezione lʼattenzione del terapeuta strategico si focalizza, per esempio, su:

• Le regole della comunicazione verbale e non verbale che si strutturano tra paziente e terapeuta

• Come funziona il disturbo allʼinterno del sistema relazionale

• Quali tentate soluzioni o strategie il soggetto ha messo in atto per risolvere il problema

• Come è possibile modificare la situazione in modo efficace Sulla base dei punti sopra elencati il terapeuta strategico formula delle ipotesi ed elabora strategie per la risoluzione del disturbo, avendo concordato con il soggetto gli obiettivi della terapia.

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