L’incontro tra scienza, cultura ed etnie

In questi ultimi anni sta prendendo piede una branca della psicologia che studia il disagio mentale di popolazioni che appartengono a culture diverse da quelle occidentali. Stiamo parlando dell’Etnopsicologia il cui principale obiettivo è mettere in relazione le dinamiche comportamentali umane con le sfere sociali e culturali.

Le popolazioni indigene del Canada, ad esempio, ritengono che il “male” sia causato dalla perdita dell’equilibrio tra il mondo naturale e il mondo soprannaturale. Le pratiche sciamaniche sono le uniche in grado di ripristinare questo equilibrio. Lo sciamano è colui che mette in atto rituali che restituiscono la spiritualità dispersa e funzionano anche da coesione sociale. Nel Sud America, invece, lo sciamano cura la popolazione attraverso la “trance” indotta da sostanze stupefacenti e dal potere conferitogli da Dio. Il paziente, quindi, deve essere credente. Interessante è l’esperienza del Nord Africa e del Medio Oriente in cui la cura avviene attraverso la possessione degli spiriti. La popolazione femminile del mondo islamico si affida ai talismani per allontanare il malocchio e per contrastare la mancanza di un supporto sociale. Il malato, quindi, è considerato un individuo inserito in una comunità in cui gli appartenenti devono aderire alle stesse norme.

George Devereux fu il primo che cercò di integrare la psicoanalisi e l’etologia puntando sull’importanza di creare un collegamento tra le teorie psicoanalitiche e le teorie antropologiche, sociologiche e biomediche. Oggi, quindi, ogni disturbo è considerato un disturbo etnico. Nathan riuscì ad elaborare delle cure terapeutiche finalizzate alla risoluzione di patologie etniche. Le terapie tradizionali (occidentali) sono ritenute razionali e, in questo caso, vanno ricondotte al sistema culturale di riferimento.

La mia personale esperienza come tirocinante al San Gallicano, nel reparto di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia tropicale, portò ad allontanarmi dalle terapie psicologiche tradizionali per addentrarmi nella cultura di riferimento del paziente. Un giorno si presentò una rom di origine slava: raccontò di provare una sensazione di soffocamento in alcuni momenti della giornata. Tale disagio derivava dalla visione della morte del fratello impiccato in piazza nella città natale. La più grande difficoltà della nonna fu quella di confidare di vedere e parlare con il fratello defunto. Questo episodio ci spiega che tali esperienze, come il parlare con i defunti, rientrano nella normale pratica quotidiana di alcune culture. In occidente, probabilmente, questo stesso episodio sarebbe stato diagnosticato come un probabile sintomo di schizofrenia!

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