La Grande Bellezza come specchio di una società basata sulla superficialità

La Grande Bellezza e il ruolo della morte

“La Grande bellezza”, premio Oscar come miglior film straniero, è lo specchio della società di oggi in cui il più alto valore raggiunto sembrerebbe la “superficialità”. L’uomo è al centro del mondo, egli è artefice del proprio destino, può creare e distruggere tutto. Ma la vita ricorda che prima o poi ogni cosa giunge alla fine.

Il tema della morte, infatti, riecheggia quasi a ricordare all’uomo il bisogno di trovare un senso più profondo alla sua esistenza e soddisfare, quindi, quello che viene definito bisogno di trascendenza ossia l’istinto di superare i propri limiti cercando di collocarsi in una prospettiva che va oltre se stesso. L’uomo, quindi, è spinto dall’esigenza di ricercare la propria spiritualità e per far questo deve ripartire dalle proprie radici che hanno contribuito a sviluppare la sua personalità.

Freud stesso ha scoperto la formazione del Super-Io che rappresenta la nostra morale, la coscienza che si è sviluppata grazie alle regole che i nostri genitori ci hanno trasmesso. Ed è anche attraverso i loro NO che la maggior parte di noi è riuscito a fare l’esperienza della “frustrazione”. Coloro che non sono entrati in contatto con essa vivranno la loro esistenza come un fallimento e non svilupperanno il senso di autoefficacia intesa come la capacità di saper utilizzare le risorse adeguate per poter affrontare e risolvere i problemi. Questo può condurre all’inettitudine, ad uno scoraggiarsi di fronte alle difficoltà della vita abbandonando quel bisogno di realizzazione che riguarda la comprensione di se stessi. Ma per comprenderci dobbiamo vivere di emozioni perché, come afferma Freud, l’emozione è una componente fondamentale della struttura mentale e del suo funzionamento. È la chiave che apre la porta chiusa della razionalità ed aiuta ad interpretare il senso più profondo della condotta dell’individuo.

In definitiva nel profondo di un superuomo si nasconde sempre una grande sensibilità. Ogni uomo in un determinato momento della sua vita sentirà il bisogno di entrare in contatto con la parte più profonda di se stesso. Si vive di emozioni e non di apparenza e l’emozione è anche spiritualità che risiede nelle nostre radici. Per vivere bene nel mondo e con gli altri bisogna prima conoscere se stessi.

La vita è come il mare, è un viaggio che sembra infinito. Ma la “fine” arriva sempre ed è da questa consapevolezza che bisogna ripartire.

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