Paralimpiadi e autosufficienza, lo sport come sfida e affermazione

Lo sport come affermazione e sfida

Il presupposto da cui dobbiamo partire è che il corpo e la mente maturano insieme. È stato riscontrato che un’attività motoria insufficiente rallenta l’intelletto e bambini che dedicano del loro tempo allo sport ottengono voti scolastici migliori. Negli adulti, invece, l’esercizio fisico è collegato ad una maggiore longevità ma soprattutto lo sport ha la funzione di ridurre lo stress.

L’attività fisica, inoltre, sviluppa nell’individuo la sensazione di riavere il controllo della propria vita, riprendere a fare qualcosa per sé e sentire di far parte di un gruppo. A livello psicologico l’esercizio fisico è socializzazione, aumenta la fiducia in se stessi e soprattutto è divertimento e salute.

Ma qual è il significato che un disabile attribuisce allo sport?

Fino a qualche anno fa era impensabile che un diversamente abile potesse praticare qualsiasi tipo di attività sportiva in quanto si credeva che il soggetto sperimentasse un’integrazione mente-corpo deficitaria. Al giorno d’oggi, invece, un paziente diversamente abile viene valutato non più sulla base dei deficit presenti, ma sulla totalità delle possibilità possedute. Partendo da questo presupposto l’educazione psicomotoria sviluppa nel soggetto disabile un’integrazione mente/corpo. Da un punto di vista psicologico i vissuti saranno differenti se la disabilità è congenita o acquisita. Nel primo caso il soggetto affronterà con più facilità le difficoltà perché conosciute sin dalla nascita, al contrario se la disabilità è acquisita il diversamente abile avrà più difficoltà ad affrontare gli ostacoli perché conseguenti al trauma subito. Il soggetto, infatti, convive con pesanti modificazioni relative alle sensazioni prodotte dal proprio corpo e lo sport ha la funzione di migliorare le condizioni fisiche ed è un mezzo per l’integrazione sociale. Il diversamente abile, infatti, nel corso della propria esistenza può vivere sensazioni di sfiducia, solitudine, inferiorità, frustrazione, impossibilità nel raggiungere un obiettivo e quindi a realizzarsi nella vita. Lo sport diviene, in questo caso, uno strumento per realizzare se stessi e dimostrare agli altri le proprie capacità. L’attività sportiva, infatti, ha la funzione di scaricare l’aggressività che altrimenti potrebbe essere canalizzata verso l’interno alimentando vissuti di isolamento e svalutazione. Ma ciò che più di importante bisogna attribuire allo sport è che esso sviluppa l’autostima e la voglia di integrarsi all’interno di un gruppo. Le paraolimpiadi rappresentano un modo per gridare al mondo l’indipendenza fisica e psicologica. È un modo  che i disabili hanno per dimostrare la loro autosufficienza conquistata. 

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