Psicologia e vacanza

La vacanza al mare è la più amata dagli italiani

La vacanza è una meta desiderata da molti poiché rappresenta un momento particolare in cui ognuno di noi può “staccare la spina” da stress e routine quotidiana.

Il World Tourism Organization definisce il turista come “colui che viaggia in paesi diversi da quello in cui ha la sua residenza abituale […] per un periodo di almeno una notte ma non superiore a un anno […]. Le persone viaggiano per svago, riposo e vacanza; per visitare amici e parenti; per motivi di affari e professionali; per motivi religiosi o di salute.”. La vacanza, quindi, diviene una vera e propria esperienza personale poiché il viaggio in sé rappresenta per il turista un processo d’introspezione e una riscoperta della sua interiorità.

Negli ultimi anni si sta sviluppando nel settore della psicologia sociale una branca importante definita Psicologia del Turismo che studia l’uomo-turista, i suoi comportamenti nella località di vacanza, le sue intenzioni e le sue motivazioni. La vacanza, quindi, dovrebbe essere considerata come una difesa della salute psicologica di ogni individuo.

Marcello Cesa Bianchi afferma, infatti, che la scelta turistica è motivata da esigenze soggettive che devono essere individuate dallo psicologo il quale aiuterà l’uomo turista a dare un significato al processo di riscoperta del proprio sé.

Nella mia esperienza clinica mi è capitato di lavorare con persone che dopo un lungo periodo di depressione hanno deciso di affrontare un viaggio per allontanarsi da un presente troppo opprimente e difficile da affrontare. Lavorando sui loro bisogni e sulle loro più profonde motivazioni sono emerse grandi risorse personali che hanno condotto queste stesse persone, al ritorno dalla loro vacanza, a cambiare radicalmente la loro vita, il loro lavoro e le loro relazioni affettive. Esiste anche il rovescio della medaglia ossia una forma di stress che si sviluppa al rientro delle vacanze estive poiché è imminente la ripresa totale della propria routine quotidiana. I sintomi sono:senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, digestione difficile, raffreddore, mal di gola, dolori muscolari, sonno o insonnia, stato di tristezza. Lo stress è, quindi, una risposta naturale che se gestito non diviene disfunzionale. Solitamente lo stress potrebbe essere accompagnato da un abbassamento del tono dell’umore dovuto al rapido cambiamento delle abitudini. In vacanza, infatti, si è rilassati e l’idea di ritornare a scuola o al lavoro e, quindi, non avere più il tempo da dedicare a se stessi, potrebbe condurre la persona a sviluppare un malessere fisico-psicologico generalizzato avvalorato dalla percezione di sentirsi stanchi come prima di partire per le vacanze. Se  l’aspettativa di rilassarsi è stata delusa, si potrebbe sviluppare nel turista-deluso uno stato depressivo. In questo caso l’aiuto di uno psicoterapeuta può fornire gli strumenti necessari per canalizzare in modo corretto l’energia sviluppata dallo stimolo stressogeno.

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