Quali emozioni prova la donna quando un figlio non arriva?

Infertilità di coppia, quali soluzioni?

Da anni, presso i miei studi privati, organizzo incontri di gruppo rivolti a tutte quelle donne che per vari motivi vivono l’esperienza dell’infertilità di coppia. Ciò che emerge è che molte di loro sono convinte che l’arrivo di un figlio nella loro vita sia qualcosa di estremamente scontato. Ma la realtà in cui si imbattono è completamente diversa.

Quali le emozioni che una donna prova quando un figlio non arriva?

Una diagnosi di infertilità è spesso all’origine di ansia, vergogna, depressione. Si prova anche un sentimento di fallimento per non aver realizzato appieno il proprio essere e sentirsi “donna” a tutti gli effetti. Ci si sente “difettose”, una “donna a metà”, “diversa” e si arriva a provare un senso di colpa nel momento in cui non si riesce a condividere pienamente la gioia di chi “ce l’ha fatta”. Emergono difficoltà nelle relazioni familiari e sociali e in particolare tutte le occasioni sociali che propongono la presenza di bambini rievocano il “fantasma della culla vuota”.

Determinate problematiche psicologiche sono estremamente diffuse in tutte quelle donne che ho incontrato nel corso della mia esperienza professionale:

  • L’infertilità incrina la vita sessuale della coppia in quanto i rapporti forzati finalizzati alla procreazione impoveriscono la sessualità trasformandola in qualcosa di meccanico.
  • Il senso di colpa è inevitabile. Accusano se stesse per avere deciso, per esempio, di avere un figlio ad una età avanzata, o per aver scelto il partner sbagliato, mettendo così alla prova l’unione coniugale.
  • La percezione del tempo si modifica drasticamente ed è mensilmente scandito dall’arrivo del ciclo mestruale che provoca dolore e allo stesso tempo speranza che si riattiva immediatamente dopo la sua fine. Il “tempo” è anche sinonimo di futuro, la vita procede e si avvicina la menopausa. La vecchiaia in assenza di figli priva le donne del conforto della posterità.

Quali rimedi? Chiedere aiuto se se ne sente il bisogno è il primo passo per intraprendere il percorso dell’elaborazione. In secondo luogo è importante non farsi assorbire completamente dal problema, mantenendo uno spazio mentale e fisico per se stesse. Ridurre lo stress attraverso tecniche di rilassamento aiutano a contenere le tensioni emotive. Infine non dimentichiamoci che la mente influenza il corpo e il corpo la mente!

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