Quando si ha paura del medico

La prevenzione pone in prima linea la necessità di “prevedere” il futuro per evitare che il “male” possa sopraggiungere all’improvviso. Solitamente l’impatto della malattia viene vissuto dalla maggior parte degli individui con enorme drammaticità e, quindi, nella nostra società la prevenzione è considerata di fondamentale importanza. Ma non è soltanto l’improvviso svilupparsi della malattia che pone in uno stato di allerta l’individuo: una forma di paura o fobia potrebbe nascere nel momento in cui un soggetto debba recarsi a fare una visita di controllo da un medico. In questo caso si parla di iatrofobia (paura del medico) ed è come una fobia persistente, anormale e ingiustificata dei medici o dell’andare dal medico. La fobia, infatti, ostacola la vita quotidiana di ciascun soggetto ed è all’origine di reazioni eccessive e inadeguate, finalizzate ad evitare ogni controllo con l’oggetto che crea ansia. Nel caso specifico della iatrofobia, evitare l’oggetto o la situazione ansiogena potrebbe avere come risultato il non ricevere la terapia medica di cui si ha bisogno con conseguenti danni irreversibili o nei casi più estremi anche la morte.

Qual è l’origine della iatrofobia? La sua origine potrebbe risiedere in un evento traumatico dell’infanzia che coinvolge un dottore o un consultorio medico: l’odore di disinfettante, la chiusura emotiva di alcuni medici nei confronti dei loro pazienti, il timore che il medico possa trasmettere all’individuo la malattia di un altro paziente, il timore che dagli esami clinici possano emergere risultati negativi con la conseguente paura di sottoporsi a determinati interventi chirurgici. La mancanza di fiato, la sudorazione eccessiva, nausea, secchezza orale, tremori, perdita di controllo, paura della morte e incapacità di parlare o pensare con chiarezza possono essere considerati sintomi tipici della iatrofobia.

Una psicoterapia efficace potrebbe essere utile per disinnescare gli elaborati processi che sottostanno a uno stato di paura. Importante, infatti, è capire che il problema non risiede nell’essere stati esposti a situazioni cui reagiamo con molta paura ma risiede nell’attivare comportamenti e pensieri che mantengono la fobia nel tempo e ne rendono difficile il superamento.

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