Regno di giovani, amici, solitari e narcisisti: i Social Network

foto web

Oggi ciò che contribuisce a ridurre ancora di più lo scambio comunicativo sono i social network esistenti sul web. Facebook è uno di questi. Il suo fondatore, Mark Zuckerberg, nel 2003 ha messo on-line una piattaforma che ha come obiettivo il mettere in contatto amici e persone conosciute in rete, cambiando in questo modo la comunicazione e modificando soprattutto il concetto di amicizia la quale, in questo contesto diviene pubblica e superficiale. Si diventa amici di persone sconosciute poiché uno degli obiettivi è avere il maggior numero di contatti.

Molte ricerche, infatti, hanno messo in evidenza come Facebook sia legato al disturbo narcisistico, istrionico e antisociale di personalità.

I soggetti affetti da disturbo narcisistico hanno, per esempio, un elevato senso di grandiosità e ciò può essere trasmesso ai figli se i genitori inculcano loro un senso irrealistico di bellezza, talento e onnipotenza. Queste persone tendono ad essere molto ambiziose, instaurano relazioni superficiali e si accompagnano spesso a uomini/donne che hanno un determinato status all’interno della società proprio perché non sono in grado di provare empatia nei loro confronti e soprattutto nei confronti degli altri. Sono, inoltre, predisposti alla depressione a causa della loro autostima molto fragile.

Facebook, in alcuni casi, diviene il regno dei narcisisti in quanto questi rendono pubbliche le loro vicende personali, anche le più insignificanti, pur di dimostrare agli altri quanto la loro vita sia ricca e soddisfacente. Diviene, quindi, un mezzo per dimostrare agli altri ciò che in realtà non si è. Ma in tutta questa apparenza aleggia un senso di frustrazione e insoddisfazione.

Grazie ad alcune ricerche è emerso che il collezionare un gran numero di “amici” non risponde a un bisogno umano di compagnia ma a un bisogno di status e quindi più amici una persona ha su facebook più è narcisista. Questa scoperta arriva da un gruppo di ricercatori dell’Università del Western Illinois che, sulla rivista Personality and Individual differences, ha evidenziato come il possedere una lunga lista di contatti è collegata ad una personalità definita esibizionismo grandioso, e l’accettare amicizie da sconosciuti rivela una abilità manipolatoria.

Per quanto riguarda i bambini, Facebook è vietato ai minori di 13 anni, ma in realtà molti di loro già in età scolare hanno aperto un profilo. Una ricerca, infatti, ha dichiarato che 7 milioni e mezzo di minori al di sotto dei 13 anni ha aperto un account. Inoltre è emerso che la maggior parte dei genitori non sa che i propri figli hanno una pagina facebook e coloro che invece ne sono a conoscenza non hanno tempo per seguirli e controllarli. È anche emerso che molti bambini ricevono minacce e forme di violenza poiché accettano “amicizie” di persone sconosciute e postano sul loro profilo l’indirizzo di casa, il numero di telefono e in alcuni casi anche l’indirizzo della scuola.

Esistono dei programmi che monitorano le attività svolte dal proprio figlio su facebook. Questi potrebbero essere un valido aiuto per i genitori poiché inviano loro una sorta di report riguardo a determinate informazioni come amicizie e foto sospette. Tali programmi o applicazioni, come per esempio Piggyback, permettono di accedere al profilo del proprio figlio ma diviene un controllo fittizio in quanto il vero controllo risiede nel creare un canale comunicativo cercando di trasmettergli delle regole dinavigazione”. Un altro errore da parte dei genitori è diventare “amici” dei loro figli. È importante che ci sia un confine ben marcato tra i due ruoli proprio perché entrambi non devono instaurare un rapporto alla pari.

È chiaro che una delle più grandi preoccupazioni da parte degli adulti è osservare che facebook diventi l’unico strumento utilizzato dai figli per comunicare, divertirsi e passare la maggior parte del tempo libero. Tutto questo accade anche perché i bambini imitano il comportamento degli adulti e se questi passano molte ore davanti al pc, i figli faranno altrettanto.

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