Olio d'oliva, creatività sulla Nomentana

All'altezza di un incrocio anonimo sulla via Nomentana, la Nomentana più periferica, non è cosa assolutamente semplice individuare questo locale, soprattutto passandovi davanti con l’automobile. Una volta localizzata, tuttavia, questa piccola costruzione solitaria appare graziosa con il doppio tetto in tegole rosse e le porte di ingresso in legno e vetro smerigliato. Appena entrati, la buona disposizione nei confronti del ristorante viene confermata da questa saletta molto sobria, moderna, con sedie stilizzate e tavoli apparecchiati semplicemente (che fine hanno fatto le belle tovaglie di fiandra ricadenti per terra?) ma con cura: peccato per la loro estrema vicinanza che, come più volte rimarcato, non favorisce certamente la tanto chiacchierata privacy. Pochi ma sostanziali mobili in arte povera riempiti di bottiglie di vino e libri fanno da cornice alla sala, creando in definitiva un’atmosfera gradevolissima. La buona impressione generale fin qui avuta è cominciata a vacillare nel momento in cui la patronne ci comunicava lo scarso (noi osiamo dire “mancato”) funzionamento dell’aria condizionata che obbligava l’immediata apertura delle porte per evitare situazioni spiacevoli legate all'incredibile caldo di fine luglio. E neppure un servizio che, nel corso della serata, si è mantenuto su più che discreti livelli, è riuscito a rimuovere la spiacevole sensazione di estrema calura e sudorazione profusa che ha accompagnato la nostra cena. Peccato!

Abbiamo iniziato con i Fiori di zucca con ricotta all'arancia, miele e peperoncino di discreta fattura e di estrema freschezza anche se un po’ insipidi, quindi siamo passati alla Parmigiana di baccalà e peperoni, mosto di vino cotto, sicuramente più sapido e consistente anche se meno coinvolgente di quanto ci si potesse aspettare. I Pennoni con melanzane, triglie e ricotta salata sono risultati corretti ma anch'essi un po’ insipidi, mentre assolutamente più saporiti e gustosi ci sono parsi gli Gnocchi di patate affumicati all'olivo alla gricia, che mostravano però molta meno creatività rispetto ai piatti precedenti. La portata che ci ha pienamente convinti è stata però la Tagliata di tonno alla cenere d’oliva, di gusto complessivamente più che soddisfacente pur nella sua semplicità. Intrigante e stimolante, infine, possiamo definire la Panna cotta al timo con caramello di Campari, assolutamente fuori dagli schemi.
Per quanto riguarda la cantina, l’dea sempre più dilagante di proporre vini della sola regione ove opera il ristorante, non può consentirci ovviamente una valutazione equilibrata: buone etichette laziali senza dubbio, ma severa limitazione delle scelte nei confronti degli ospiti. Noi abbiamo bevuto un ottimo Frascati Superiore Luna Mater Fontana Candida 11, complesso e di buona profondità, con profumi floreali, ampio in bocca e con finale lungo e leggermente dolce.
L’alto numero di avventori rilevato in una sera qualunque di un luglio infernale, fa ritenere che questo ristorante riscuota grande consenso da parte dell’utenza di questa vasta area romana; noi al contrario, relativamente a questa unica esperienza, non siamo rimasti completamente soddisfatti né convinti sia della proposta eno-gastronomica sia per quanto concerne alcuni atteggiamenti chiamiamoli di “disturbo” tra i quali il costo di 3 € per il cestino del pane* che, anche se fatto rigorosamente in casa dallo chef, non riusciamo a capire perché, anno 2013, ancora debba pesare sul conto finale!
Il costo a persona per una cena completa si aggira sui 45-50 €, esclusi i vini.

* La foto che accompagna l'articolo è di archivio e non rappresenta il cestino del pane di Olio d'oliva

Olio d'oliva - Via Nomentana 1006 - Tel. 0660668008

Chiuso: Domenica - Nel periodo estivo aperto solo la sera - Ferie: Agosto

  • Attualmente 5 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 5/5 (1 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!