ReD: restaurant & design al Parco della Musica

Il quartiere, soprattutto arrivandoci di sera, è francamente desolante e non predispone a nulla di buono: siamo in quel Villaggio Olimpico, costruito durante le Olimpiadi di Roma del 1960, dove l’unica sollecitazione mentale e non è determinata dall’Auditorium, sia per l’espressione architettonica che per le rappresentazioni che richiamano un significativo numero di intenditori e amatori. E per tutta questa gente, probabilmente, è stato creato, nella struttura stessa dell’Auditorium, questo ReD, inizialmente come ritrovo per un drink prima degli spettacoli serali, poi come comodo spazio per il dopo spettacolo, infine anche come vero e proprio ristorante. E tuttora è assolutamente evidente questa simpatica anche se caotica promiscuità che dà segno di sé con la presenza di persone sedute sulla poltrona rossa ultramoderna che centellinano un aperitivo, o con una serie di commensali che ad un tavolo stuzzicano qualcosa di immediato, piuttosto che, più isolati nelle zone periferiche della sala, alcune coppie evidentemente interessate ad altro che assaporano una cucina sicuramente propositiva, dinamica, mai banale, per la soddisfazione del proprio palato.

All’esterno, un godibile spazio sotto i portici preannuncia, attraverso una vetrata a tutta parete, l’ambiente interno costituito da un’unica sala stramoderna, con quattro pareti una diversa dall’altra, illuminata da un solitario lampadario di foggia moderna oltre che da nicchie longitudinali e spot luminosi sparsi. In questo ambito si aggirano diversi giovani che servono ai tavoli con buona professionalità ed assoluta gentilezza che riesce a tranquillizzare l’ospite dopo il “trauma” acustico e l’impatto visivo della gente accalcata al bar e al tavolo degli aperitivi.

Collocatici in un tavolo appartato e finalmente ben distanziato dagli altri, abbiamo iniziato la nostra cena che, alla sola lettura del menu, già si prometteva interessante. Il baccalà confit con purea di ceci, cipolla di Tropea caramellata all’aceto di lamponi e chips di patate che ha iniziato il nostro percorso, pur nella buona palatabilità di tutti gli ingredienti, non è stato tuttavia all’altezza di quanto la descrizione potesse fare immaginare; sicuramente più coinvolgente e saporita, anche se meno creativa, è risultata la spadellata di polpo con ‘nduja e puntarelle su vellutata di patate alla salvia, assolutamente accattivante.

La stessa situazione si è prospettata per quanto concerne i primi piatti: creativo, bene amalgamato e sapientemente equilibrato, anche se non stravolgente, quello costituito da pappardelle al baccalà, verze e pomodori verdi su passatina di cicerchie, più semplice (anche se in parte azzardato) ma con una sapidità distribuita a 360 gradi e di completa soddisfazione quello rappresentato dallo spaghettone alla gricia con carciofi alla romana su spuma di carbonara affumicata.

Il secondo piatto, involtini di pescato e cavolo nero su purea di carote, rabarbaro candito e caramello al peperoncino, memorabile per composizione, è risultato altresì di notevole spessore al palato per il susseguirsi di gusti diversi e nello stesso tempo complementari, e tutto ciò considerando che il pescato non era altro che palamita: figuriamoci se avessero usato un pesce più nobile! Abbiamo terminato la nostra cena con il tortino di cioccolato bianco con caramello di arance amare e gelato al Grand Marnier, più che gradevole anche se non certamente irresistibile.

La cantina è risultata essere il tallone d'Achille del ReD, specie alla luce del fatto che il consumo del vino dovrebbe essere estremamente elevato e differenziato per la tipologia del locale: poche etichette, anche se quasi tutte di fattorie e aziende vinicole rinomate (e di conseguenza con i ricarichi legati al loro rango!), per una scelta obbligatoriamente troppo limitata. Noi abbiamo dovuto ripiegare (si fa per dire!) su uno straconosciuto Sauvignon Grafin de la Tour Russiz '10, elegante nei suoi profumi di frutta e incredibile nella persistenza aromatica al palato.

Una cena completa e assolutamente soddisfacente vi costerà circa 50 € a persona, esclusi naturalmente i vini.

Viale P. de Coubertin 12/16 – Tel. 0680691630

Chiuso: mai –Ferie: Agosto

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