Ristorante Quanto Basta: buona cucina e servizio impeccabile

Serata di novembre che ricorda ancora sentori atmosferici di agosto, vista la temperatura che non accenna a scendere; zona piazza G. Verdi silenziosa, parcheggiata e sonnolente; in una delle vie prospicienti, ecco il ristorante che colpisce quasi subito per il dehors esterno bianco e moderno e, varcato l’ingresso con la monumentale porta di vetro e legno, per la cucina a vista (se ne vedono ben poche in giro!) a dominare il piccolo ambiente a pian terreno con solo due tavoli. Da qui, una scala in marmo nero porta al piano superiore, in una sala arredata in maniera ultramoderna, giustamente illuminata con soddisfazione degli occhi, con belle tele di pittura moderna alle pareti fortunatamente non aggressive per la nostra povera psiche: in definitiva, ambiente elegante ma sobrio, con il colore bianco a farla da padrone anche per quanto riguarda sedie e tavoli che peraltro (unica pecca questa!) risultano troppo vicini, anche se apparecchiati con moderna essenzialità. Il servizio ci ha particolarmente gratificati per la simpatia e l’impeccabilità.

Per quanto riguarda la cena, pur con qualche caduta di tono, possiamo anticipare che globalmente ci ha soddisfatti. Abbiamo iniziato con la tartare di spigola con capperi di Pantelleria acqua di pomodoro e chips di pane al grano arso che, aldilà della freschezza del pesce, non ci ha certamente sconvolti, così come è risultato sostanzialmente scialbo il millefoglie di baccalà Giraldo mantecato con purea di menta e croccante al peperone crusco DOP di Senise, piatto nel quale non siamo riusciti a cogliere i vari ingredienti per la loro peculiarità, né tanto meno un unicum finale. Di sicura e prepotente gradevolezza ci sono parse invece le crocchette di melanzane con pesce spada e menta su carpaccio tiepido di pomodori, nonostante l’accostamento ormai scontato. I tagliolini al grano arso con asparagina di mare e calamari sono apparsi interessanti soprattutto per l’impasto che, con il suo gusto lievemente bruciato, ha reso l’intero piatto più complesso e intrigante. La calamarata Afeltra con crema di canocchie allo zenzero e bocconcini di spigola è risultato assolutamente equilibrato sia come accostamenti che come distribuzione quantitativa degli stessi: in una parola, perfetta. Come secondo piatto abbiamo optato per un trancio di ricciola cotta a bassa temperatura con pappa al pomodoro e salsa di basilico, che ha mantenuto l’alto livello di piacevolezza e compattezza tra gli ingredienti. Il semifreddo allo zenzero con carpaccio di ananas al pepe verde ha concluso in grande un percorso estremamente interessante: gusto pieno ma delicato, grande incisività dei vari sapori pur nell’assoluta normalità. Eccellente.

La cantina ci è parsa sufficientemente omogenea e discretamente ben distribuita, ma sicuramente insufficiente per un ristorante che giustamente si vanta delle proprie proposte provenienti dalla cucina: presenti alcune etichette di pregio pur senza spaziare oltre il minimo indispensabile, peraltro con ricarichi niente male (ironicamente, ovvio!). Noi ci siamo deliziati con un sempre spettacolare Gewurztraminer Kolbenhof Hofstatter ’10, nitido, preciso e asciutto, con note erbacee, di estrema sapidità ed eleganza.

Per una cena completa di sicuro livello si spendono circa 60 € a persona, vini esclusi; qualcosa di meno optando per i menu degustazione.

Quanto Basta

Via A. Scarlatti 11/13 - Tel. 0685352010
Chiuso: sempre aperto - Ferie: Agosto

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