L’opera riformatrice di Costantino

Malborghetto lungo la via Flaminia

1700 anni fa Costantino è autore di uno dei più grandi cambiamenti storici: l’impero romano, in pratica quasi tutto il mondo allora conosciuto, da pagano diventa cristiano. Al cambiamento concorrono sia esigenze materiali per le modifiche politiche, economiche e sociali subite nel tempo nell’impero sia esigenze di ordine spirituale che la religione pagana non è più in grado di soddisfare al contrario del cristianesimo.
Fra storia e leggenda ripercorriamo quello che Costantino ha realizzato a Roma dal 312, anno della vittoria su Massenzio, al 337 anno della sua morte avvenuta il giorno di Pentecoste.

Nel 312 Costantino con un esercito di 30 mila uomini da nord, dopo aver conquistato Torino e Verona, punta su Roma per la battaglia finale contro Massenzio. Questi, che ha il doppio degli uomini di Costantino, lo attende dentro le mura di Roma. Costantino si accampa lungo la via Flaminia al XIII miglio (km. 19,300 attuale) nell’area detta oggi Malborghetto. La tradizione vuole che Costantino, in questo luogo, abbia visto al tramonto nel cielo il segno della croce e la scritta in greco“Εν Τουτω Νικα” (“con questo vinci”) tradotta in latino in hoc signo vinces (in questo segno vincerai). Nella notte successiva gli sarebbe apparso Gesù Cristo, ordinandogli di adottare come vessillo il segno che aveva visto in cielo. Il 28 ottobre Costantino accingendosi alla battaglia fa precedere le truppe dal vessillo (labaro) imperiale color azzurro cielo (invece di quello color porpora) con il simbolo cristiano del Chi-rho, detto anche monogramma di Cristo, formato dalle lettere maiuscole XP (che sono le prime due lettere greche della parola ΧΡΙΣΤΟΣ cioè “Christos”) sovrapposte. L’episodio è raccontato nella Vita di Costantino, un’opera del vescovo Eusebio di Cesarea, stretto collaboratore di Costantino dal 325. Egli stesso mostra un certo scetticismo, dichiarando di credervi solo perché l’imperatore stesso glielo ha riferito sotto giuramento. Dal nuovo vessillo costantiniano – secondo la tradizione – avrebbe preso il nome la borgata Labaro al km 11 della via Flaminia.
Il 28 ottobre Massenzio decide di uscire da Roma per affrontare Costantino. Ha consultato i Libri Sibillini: quel giorno – è il presagio – “il nemico di Roma vedrà la morte”. Massenzio con le sue truppe attraversa il Tevere su un ponte di legno provvisorio, avendo fatto demolire la parte di ponte Milvio che appoggia sulla sponda, e si dirige contro Costantino. Lo scontro tra i due eserciti avviene nella zona di Saxa Rubra (rocce rosse) tra i km 8 e 12 dell’attuale via Flaminia. Costantino – guidato da un’ispirazione divina (instinctu divinitatis) come è scritto nell’iscrizione nell’arco trionfale che il Senato nel 315 gli dedicherà nella piazza del Colosseo - conduce egli stesso le truppe all’assalto. Massenzio arretra verso Roma ed il Tevere incalzato dalla cavalleria di Costantino. A ponte Milvio, la guarda pretoriana resiste fino all’ultimo uomo per difendere il ponte di legno e permettere a Massenzio ed al suo esercito di rientrare a Roma. Ma il ponte crolla trascinando nel Tevere i soldati e lo stesso Massenzio che, sotto il peso delle armature, annegano. Il giorno dopo Costantino entra trionfalmente in Roma dove rimarrà dal 29 ottobre al gennaio 313. Tornerà per pochi mesi nel 315 e nel 326.
Da Milano, nel febbraio 313, Costantino emana l’Editto con cui concede libertà di culto ai Cristiani. Tuttora si discute se il provvedimento sia stato preso per una sua vera conversione o per calcolo politico.
Con un decreto del 7 marzo 321 Costantino stabilisce che il primo giorno della settimana, dedicato al Sol Invictus (il giorno del Sole, Dies Solis), che egli venerava come dio compagno dell’imperatore in qualità di Pontifex Maximus dei Romani, doveva essere dedicato al riposo. La settimana era stata introdotta da Giulio Cesare dedicando i primi sei giorni ai pianeti (Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno) ed il settimo al Sole. Con il cristianesimo il giorno dedicato a Saturno fu mutato in Sabato in omaggio agli ebrei che celebrano in quel giorno il riposo (shabbat) ed il giorno del Sole al Signore (dies dominica) e quindi domenica. Nel mondo anglosassone il sabato e la domenica hanno mantenuto l’originale denominazione (Saturday e Sunday).

Costantino stabilisce quindi che nel “venerabile giorno del Sole, si riposino i magistrati e gli abitanti delle città, e si lascino chiusi tutti i negozi. Nelle campagne, però, la gente sia libera legalmente di continuare il proprio lavoro, perché spesso capita che non si possa rimandare la mietitura del grano o la semina delle vigne; sia così, per timore che negando il momento giusto per tali lavori, vada perduto il momento opportuno, stabilito dal cielo”.
Nel 324 Costantino fonda la “seconda Roma” nei pressi dell’antica Bisanzio che prenderà il nome di Costantinopoli e sarà inaugurata l’11 maggio 330.
Nel 325 Costantino convoca nel palazzo imperiale di Nicea il primo concilio ecumenico della storia della Chiesa invitando a partecipare tutti i vescovi dell’impero, circa 1800, per affrontare in un momento di grandi dispute dottrinali la questione relativa al Dio unico e allo stesso tempo trino in tre persone distinte, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La convocazione è provocata dalla dottrina propagata da Ario del patriarcato di Alessandria il quale sostiene che le persone divine della Trinità non possono essere considerate uguali, dato che soltanto il Padre, in quanto non creato ma anche non generato, sarebbe il “vero” Dio, mentre il Figlio, generato dal Padre, occuperebbe un posto intermedio tra Dio stesso e la creazione. I vescovi partecipanti sono circa trecento e l’esito del Concilio è la formulazione del “simbolo niceno”, cioè del “Credo” che precisa la fede della Chiesa e afferma che Gesù è “consustanziale al Padre” e ha la sua stessa natura ed è il “Credo” che tuttora è nella liturgia cristiana.
Nel concilio di Nicea inoltre è fissato definitivamente il criterio per determinare la festa della Pasqua che è mobile. Essa è fissata di anno in anno nella domenica successiva alla prima luna piena (il plenilunio) successiva all’equinozio di primavera (per la Chiesa cade sempre per convenzione il 21 marzo, indipendentemente dall’equinozio astronomico). Pertanto la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile. Infatti, se il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). Se il plenilunio è il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile. Per questo si dice che la Pasqua è “alta” se cade molto in avanti in aprile, “bassa” se cade intorno alla ventina di marzo.
Nel 330 Costantino ufficializza il festeggiamento cristiano della natività di Gesù, che con decreto è fatta coincidere con la festività pagana della nascita di Sol Invictus del 25 dicembre (l’8º giorno alle calende di gennaio). Dalle interpretazioni evangeliche infatti la nascita di Gesù era stata posta a metà febbraio, attorno all’8 dicembre del 5 a.C., a inizio agosto del 6 a. C, a fine dicembre.
A Roma Costantino fa terminare le opere pubbliche cominciate da Massenzio, ne restaura delle altre e dà una veste monumentale ai luoghi di culto cristiani.
Nel 337, il giorno di Pentecoste, a Nicomedia l’imperatore è battezzato sul letto di morte. È sepolto nella città da lui fondata nella chiesa dei Santi Apostoli.

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