Salaria: l’aeroporto del littorio dai tempi del duce ad oggi

Il 21 aprile 1928, Natale di Roma, il primo aeroporto della capitale situato tra la sponda sinistra del Tevere e la via Salaria nella zona della Serpentara, è inaugurato dal capo del governo Benito Mussolini e dal sottosegretario all’aeronautica Italo Balbo, il futuro trasvolatore atlantico. Il nuovo aeroporto “anfibio” si chiama, su suggerimento dello stesso duce, “Aeroporto del Littorio” e sorge su un’area di circa cento ettari, costata due lire (pari oggi a 1,50 euro circa) al metro quadrato. È di proprietà della Compagnia Nazionale Aeronautica (CNA) che gestisce una scuola di aviazione per conto del governo.

L’aeroporto costeggia da un lato la via Salaria dal km 5,2 al km 6,4, a lato della quale non è stata ancora costruita l’attuale linea ferroviaria Roma-Firenze, e dall’altro il Tevere, che all’altezza dell’aeroporto è largo circa 100 metri ed ha due rettilinei utili per il decollo e l’ammaraggio degli idrovolanti.

Lo studio di fattibilità dell’aeroporto comincia nel 1925 su iniziativa del conte Giovanni Bommartini, consigliere delegato della CNA. La spesa preventivata è di 10 milioni di lire (in valuta rivalutata 752 mila euro circa).

Il 1° luglio 1927 cominciano i lavori di costruzione. Oltre alle attrezzature aeroportuali vere e proprie, comprendente una pista utile per il decollo di mille metri, si costruiscono i fabbricati in stile settecentesco romano, con l’aspetto di casali romani per intonarsi all’ambiente circostante. Il monumentale ingresso, ora chiuso, fa bella mostra di sé sulla via Salaria. Si aggiunge un albergo per i viaggiatori internazionali, una palazzina per gli allievi piloti militari ed una serie di impianti sportivi (calcio, tennis, ecc.) ai quali nel 1931 si affianca anche un circuito automobilistico di oltre quattro chilometri, di cui uno in rettilineo. E su questa pista si svolge l’8 dicembre di quell’anno la storica sfida di velocità auto-aeroplano fra il pilota da corsa Tazio Nuvolari, soprannominato il “Mantovano volante” ed il pilota militare Vittorio Suster. Nuvolari è al volante di un’Alfa Romeo 8C 2300 tipo Monza e Suster ai comandi di un biplano Caproni CA 100. La gara consiste in cinque giri di pista per l’auto e nel sorvolo della stessa pista per un percorso totale di 16,998 chilometri per l’aereo. Per due soli secondi vince quest’ultimo che percorre il circuito in 6’ e 12” ad una media di 164,237 km/h.

Per la sua posizione centrale, l'aeroporto vive un’intensa attività sportiva. È meta di gare, base di scuole di volo, punto di partenza e arrivo di autorità e capi di stato, sede di imponenti manifestazioni aeree quali le due "giornate dell'ala" volute da Balbo, sul modello di un’analoga manifestazione della Royal Air Force Inglese. Il 1934 è un anno importante per l’aeroporto. Vi fanno scalo gli aerei impegnati nel Mac Robertson Trophy sul percorso Londra-Melbourne, la CNA costruisce motori ed aerei su licenza in officine costruite all’interno dell’aeroporto. Il 28 ottobre, dodicesimo anniversario della Marcia su Roma, nasce l’Ala Littoria, la prima compagnia di bandiera italiana, dalla fusione di alcune piccole compagnie aeree. Il traffico passeggeri si sviluppa a mano a mano fino a quando nel 1938 i voli nazionali collegano Roma con Milano, Venezia, Torino, Bologna e Napoli, quelli internazionali con Monaco, Berlino, Parigi, Budapest, la Grecia e l’Africa; nel 1939 sono inaugurate le tratte con Bruxelles, Barcellona e Rio de Janeiro. Al Littorio operano le principali compagnie aeree mondiali.

Il 10 giugno 1940 comincia il declino dell’aeroporto. Mussolini dichiara guerra all’Inghilterra e alla Francia e l'utilizzo civile del Littorio è sospeso per esigenze bellcihe.

Il 19 luglio 1943 gli alleati bombardano Roma. A subire gravi danni sono soprattutto il quartiere di S. Lorenzo e l’aeroporto del Littorio. Pochi giorni dopo, il 25 luglio, avviene l’arresto di Mussolini a Villa Savoia e la conseguente caduta del Fascismo. L’aeroporto del Littorio è subito ribattezzato “Aeroporto dell’Urbe” e con tale nome continua ad operare prestando assistenza tecnica agli aerei italiani e tedeschi. Dal settembre 1943 al Giugno 1944 l’aeroporto è utilizzato dai tedeschi ed in seguito dagli americani.

A guerra finita, l’aeroporto è riconsegnato all’Italia con il divieto, però, di riprendere l’attività commerciale. Svolge così attività di scuola di volo ed altre attività minori fino al 14 aprile 1947 quando decolla il primo volo di linea italiano del dopoguerra ad opera della LAI (Linee Aeree Italiane). Pochi anni dopo l’attività commerciale è trasferita all’aeroporto di Ciampino. L’Urbe continua la sua attività con voli charter, elicotteri, brevetti di volo, aerotaxi, ecc. ed il Corpo Forestale dello Stato vi pone la base del suo servizio aereo per la lotta agli incendi.

Il 19 gennaio 2010 il sindaco Gianni Alemanno, inaugurando il nuovo terminal dell’aeroporto, annuncia che l’amministrazione comunale sta preparando un “intervento da 60 milioni di euro che riguarda la ristrutturazione del nodo dei Prati Fiscali e il raddoppio della Salaria fino all' aeroporto”. In quell’occasione spiega come “Riteniamo la riqualificazione dell’aeroporto dell’Urbe un’infrastruttura indispensabile alla nostra città. Abbiamo già completato la progettazione integrata dell’intervento, adesso stiamo procedendo per fare in modo che partano gli investimenti e la gara. Nel dettaglio si parla di una corsia in più sulla Salaria e di un raccordo di collegamento all’aeroporto”. Aggiunge, poi, Giuseppe Sorrenti, consigliere del IV Municipio: “L’elicottero si potrà prendere come il bus o la metro sotto casa”. Questo è il futuro del progetto “city airport” dell’Urbe “per creare una vera mobilità alternativa in città”.

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