San Giovanni in Laterano: madre e capo di tutte le chiese

L’Arcibasilica del SS. Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, comunemente detta San Giovanni in Laterano, “omnium Urbis et Orbis ecclesiarum Mater et Caput”, “madre e capo di tutte le chiese della Città e del Mondo” recita un’antica scritta medievale incisa nel marmo e incastonata nella facciata, è la prima delle realizzazioni di Costantino per il culto cristiano. Questo anche per marcare una sua secolare supremazia sulla basilica di San Pietro.

In questa zona sorgeva la villa di Plauzio Laterano sulla cui area è la basilica. Nel 65 – scrive Tacito negli Annales – la proprietà fu confiscata da Nerone, poiché Plauzio Laterano, cospirò contro l’imperatore nella congiura detta dei “Pisoni”. Fallita la congiura, Plauzio fu condannato a morte ed espropriato dei beni che passarono al demanio imperiale.

Nel 201 parte di questi terreni furono utilizzati dall’imperatore Settimio Severo per costruire una caserma per la propria guardia del corpo, gli equites singulares (cavalieri scelti corrispondenti ai nostri corazzieri). Successivamente i terreni divennero di proprietà, non si sa se per acquisto o per eredità, di una certa Fausta che si è voluto identificare con la sorella di Massenzio e seconda moglie di Costantino. Gli edifici sorgevano su una modesta altura, propaggine orientale del Celio, che l’imperatore Aureliano, 40 anni prima, aveva incluso nel recinto fortificato delle mura, costruite tra il 272 e il 275, e che da lui hanno preso il nome. All’inizio di quello stesso secolo l’imperatore Marc’Aurelio, aveva una villa all’incirca ove è adesso l’ospedale. Dove adesso è l’obelisco fu trovata nel Medioevo la statua bronzea d’un imperatore a cavallo e, creduta la statua di Costantino, fu l’unica d’un imperatore romano, in tutto il mondo, ad essere salvata dalla distruzione. I papi la posero dinanzi al Patriarchio, in suo ricordo e vi rimase fino al 1534 quando venne posta in Campidoglio al centro della piazza. Ora la statua è nei musei capitolini mentre sul piedistallo fattole da Michelangelo c’è una copia.

Costantino scioglie il corpo degli equites singulares e dona a Papa Melchiade o Milziade (2 luglio 311-11 gennaio 314) i fabbricati e i terreni annessi per costruirvi una domus ecclesia. E proprio “in domo Faustae in Laterano” Melchiade convocherà dal 2 al 4 ottobre 313 il primo sinodo dei vescovi detto Lateranense in accordo con il potere civile dopo l’editto di Milano. Il palazzo del Laterano diverrà la residenza del vescovo di Roma, chiamato col termine greco papas, ossia padre.

Costantino in un secondo momento costruisce in forma di basilica romana la cattedrale per il vescovo demolendo la caserma. La nuova basilica è inaugurata da papa Silvestro il 18 novembre 324 e dedicata al Santissimo Salvatore. La cattedrale fu chiamata Sacrosanta Patriarchalis Archibasilica, poiché il Vescovo di Roma era onorato come Patriarca dell’Occidente cristiano, rispetto a quello di Costantinopoli, la nuova capitale fondata sul Bosforo da Costantino, che fu e rimane il principale Patriarca d’Oriente.

La cattedrale, un grande edificio a cinque navate, di poco più lunga dell’attuale basilica, ricostruita nel ‘600 sullo stesso sito, prendeva a modello le antichissime aule di giustizia della Roma pagana, laddove intervenivano gli imperatori, o i loro magistrati, a decidere sulle controversie o a promulgare leggi. La grande aula, in greco, era chiamata Basilikè, ossia edificio del re (basiléus). Così il nome stesso passò ai massimi luoghi di assemblea cristiana, in greco detta ekklésia.

I grandi uffici imperiali e le massime cariche militari si spostarono, fin dagli anni trenta del IV secolo, a Costantinopoli. E a Roma rimasero due sole autorità: il Praefectus Urbi, massima carica civile, e il vescovo, chiamato finalmente papa. Poi, con il tempo il papa ottenne gli onori che anticamente colmavano di rispetto il capo dei sacerdoti pagani, ossia il Rex pontificum o Pontifex maximus. Originariamente Pontefice (da pons facere, fare il ponte) era l’autorità massima romana che sovrintendeva alla costruzione dei ponti; passò poi ad indicare colui che presiedeva un collegio a carattere giuridico sacerdotale. Il titolo di pontefice massimo fu assunto dagli imperatori romani con Augusto dal 321 a.C. fino a Graziano nel 382 d.C. Nella chiesa cattolica il titolo diviene onorifico (accanto a quello di Vicarius Petri sostituito poi da Vicarius Christi) e designazione ufficiale del papa.

Nel IX secolo Sergio III dedica la basilica anche a S. Giovanni Battista e nel XII secolo Lucio II aggiunge anche S. Giovanni Evangelista. Dal IV secolo fino al termine del periodo avignonese (1309-1378), in cui il papato si sposta ad Avignone, il Laterano è l’unica sede del papato ed in esso si tennero anche cinque concili ecumenici. Nel 1378 Gregorio XI riporta il papato a Roma, ma il Laterano abbandonato per tanti anni è in pessime condizioni e i papi preferiranno da adesso in poi il Vaticano.

Da questo periodo, tutti i restauri saranno rivolti esclusivamente alla cura della Basilica mentre il Patriarchio cade lentamente in rovina. Nel XVI secolo, dopo il sacco di Roma (1527), Paolo III propone di demolire il Patriarchio per ricavarne tegole e travi per il restauro della chiesa. Alla fine del secolo Sisto V fa demolire del tutto il Patriarchio per costruire il Palazzo apostolico lateranense (oggi sede del Vicariato di Roma), dall’architetto Domenico Fontana; fa conservare soltanto la “scala santa” e la cappella più che millenaria ove i vescovi di Roma celebravano in privato la messa, detta “Sancta Sanctorum”.

La basilica costantiniana restò in piedi milletrecento anni. Fino a quando, visti impossibili i restauri, Innocenzo X Pamphili (1644-1655) in vista dell’Anno Santo del 1650 decise di rifarla da capo, affidandone l’opera a Francesco Castelli, detto il Borromini. La Basilica venne completata nel XVIII secolo con la facciata di Alessandro Galilei, pronipote dello scienziato, ultimata qualche anno prima del Giubileo del 1750.

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