Trinità dei Monti, ovvero collis hortulorum

Bancarelle e panorama da Trinità dei Monti

Un ricchissimo generale ed uomo politico romano, Lucullo noto più per la raffinatezza dei suoi costumi che per le sue doti politiche e militari, un santo eremita calabrese Francesco di Paola e i re di Francia Luigi XI e Carlo VIII sono i protagonisti a diverso titolo della costruzione del convento e della chiesa di Trinità dei Monti.
La collina dove sorge la chiesa era chiamata dai romani collis hortulorum, cioè il colle dei giardini, e su di essa avevano costruito le loro sontuose ville personaggi famosi come Giulio Cesare, la famiglia dei Pinci che avrebbe poi dato il nome alla collina, il Pincio appunto, lo scrittore Sallustio e Lucullo (117 – 56 a.C.).
Di Lucullo, lo storico greco Plutarco ci racconta (nelle Vite parallele) un divertente episodio. Un giorno Cicerone e Pompeo per accertarsi che i famosi pranzi luculliani non fossero soltanto dicerie, si presentarono improvvisamente alla villa di Lucullo e gli chiesero se potevano rimanere a cena a patto che non facesse preparare niente oltre l‘ordinario. Lucullo propose di rinviare l’invito al giorno dopo per permettergli di preparare una buona cena, ma essi non vollero accettare e neppure permettergli di parlare ai suo servitori per timore che ordinasse di preparare qualcosa in più del suo pasto. Gli concessero soltanto di dire ai servitori, su richiesta di Lucullo ed in loro presenza, che quella sera avrebbero cenato nella sala di Apollo, la più sontuosa della villa. E li ingannò senza che se ne accorgessero con quella sola parola – dice Plutarco – perché ogni sala aveva un menu ed un tasso prefissato di spesa da fare ogni volta che vi si cenava. Fu quindi imbandita una cena sontuosa e Pompeo e Cicerone, che non avevano scoperto il trucco, si meravigliarono su come fosse stato possibile prepararla così prontamente e all’improvviso.
Finito il periodo dell’opulenza di Roma, la zona rimane abbandonata per circa dieci secoli fino al Medioevo quando i terreni su cui sorgeva la villa di Lucullo di proprietà dei fratelli Barbaro sono acquistati il 20 marzo 1494 dal cardinale Giovanni de Bilhhères, ambasciatore a Roma del re di Francia, a nome di Carlo VIII. Su questi terreni sorgerà il convento e la chiesa di Trinità dei Monti come desiderato dal santo calabrese. Francesco era nato a Paola (Cosenza) il 27 marzo 1416. Entrato in un convento francescano, ben presto conduce una vita eremitica e nel 1435 fonda l’Ordine dei Minimi riconosciuto dalla Chiesa nel 1452. La fama di santità e le sue doti taumaturgiche si diffondono presto in tutta Italia e giungono anche in Francia dove il re Luigi XI ammalatosi gravemente lo manda a chiamare. Francesco era molto restio all’idea di lasciare la sua gente tanto da indurre il sovrano francese ad inviare un’ambasceria al Papa affinché ordinasse a Francesco di recarsi da lui.
Il papa e il re di Napoli colgono l’occasione per rinsaldare i rapporti con la Francia. Dopo alcuni mesi essi convincono Francesco a partire ed il 2 febbraio 1483 partendo da Paterno Calabro, dove si era stabilito, lascia la Calabria. A Napoli è accolto dallo stesso re Ferdinando I, a Roma incontra diverse volte Sisto IV che gli affida diversi incarichi e quindi si imbarca a Civitavecchia per la Francia. Prima di partire per la Francia Francesco aveva espresso il desiderio che su quel colle fosse costruito un monastero del suo ordine.
Al suo arrivo presso la corte nel castello di Plessis – les –Tours Luigi XI gli si inginocchia davanti. Francesco non lo guarisce ma i rapporti fra la Francia e il papa migliorano ancora. Morto Luigi, il successore Carlo VIII si ricorda del desiderio espresso dal frate ed acquista i terreni. Il 21 febbraio 1495 Papa Alessandro VI concede l’autorizzazione canonica alla costruzione. Nel 1498 alla morte di Carlo VIII, ascende al trono Luigi XII. La prima pietra del convento viene posta nel 1502. Francesco chiede di tornare in Italia ma il re non glielo concede; muore il 2 aprile 1507 a Plessis-les-Tours. Ha 91 anni.
I lavori del convento e della chiesa vanno avanti lentamente. Il sacco di Roma del 1527 provoca danni alla struttura per cui la consacrazione della chiesa avviene soltanto il 9 luglio 1594.
La chiesa ed il convento sono però raggiungibili con difficoltà dalla sottostante piazza di Spagna attraverso un sentiero che quando piove diventa melmoso per cui occorre un collegamento più comodo. Nel 1660 un segretario dell’ambasciata francese, Stefano Gueffier, lascia per testamento 10 mila scudi all’Ordine dei Minimi per realizzare una scalinata che congiunga il convento con la piazza. Beghe politiche fra Francia e Vaticano impediscono la realizzazione della scalinata finché intorno al 1720 per intervento papale la somma è sbloccata e l’incarico dell’opera è assegnato all’architetto Francesco De Sanctis. La prima pietra è posta alla fine del 1723 e la solenne inaugurazione avviene nel 1726.
La facciata della chiesa, realizzata tra il 1570 e il 1585, è un esempio unico di facciata a due campanili che ricorda di proposito la sagoma di numerose chiese francesi. Lo scalone di accesso a doppia rampa dell’architetto Domenico Fontana è stato costruito nel 1587 ed è stato offerto da Sisto V. Sulla piazzetta antistante Trinità dei Monti è stato innalzato da Pio VI il 18 aprile 1789 un obelisco proveniente dai giardini di Sallustio.

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